Ultime notizie di calciomercato
Watford, Bove segna il suo primo gol in Inghilterra contro il Wrexham
Un momento molto importante per Edoardo Bove, che trova la sua prima rete in Inghilterra con la maglia del Watford. Il centrocampista, infatti, ha segnato nel finale del match di campionato contro il Wrexham, squadra di proprietà dell'attore Ryan Reynolds.
Bove ha chiuso la gara sul 3-1 regalando una vittoria importante al suo Watford, che sale così al nono posto in Championship, a -5 proprio dal Wrexham sesto in zona playoff.
Come dicevamo, si tratta della prima rete in Inghilterra per l'ex Roma, che si è trasferito a gennaio firmando un contratto fino al 2031. Al Watford Bove ha ritrovato innanzitutto il campo, tornando a distanza di oltre un anno dal malore durante la gara tra Fiorentina e Inter. In Championship, il centrocampista è tornato a giocare man mano con continuità, e contro il Wrexham ha segnato appena 11 minuti dopo il suo ingresso in campo.
Clamoroso: Coppa d'Africa assegnata a tavolino al Marocco
È una decisione clamorosa quella presa dalla CAF (Confederazione Africana) riguardo la finale di Coppa d'Africa. Come spiegato in un comunicato ufficiale, infatti, la Corte d'Appello della CAF stessa ha deciso di applicare l'Articolo 84 del Regolamento, dichiarando il Forfait del Senegal, che aveva abbandonato per 15 minuti il campo come segno di protesta per una decisione arbitrale.
Applicando questa regola, ecco che la Coppa d'Africa viene assegnata con un 3-0 a tavolino al Marocco, che aveva perso ai rigori. Il ricorso della Federazione Marocchina è stato dunque accolto e, pertanto, a oltre due mesi di distanza la Coppa passa a loro.
Cremonese, deciso l'esonero di Nicola: vicina la chiusura con Giampaolo
L'avventura di Davide Nicola alla guida della Cremonese è ormai al capolinea. Il club grigiorosso, come raccontato, ha proseguito le riflessioni durante l'intera giornata di oggi (17 marzo) per decidere se cambiare allenatore, e ha individuato l'esonero di Nicola come soluzione: il ritorno di Marco Giampaolo è sempre più vicino.
Come anticipato, infatti, l'ex Lecce e Torino era il favorito per la panchina grigiorossa, dopo aver allenato la squadra nella stagione 2014/15 in Serie C: adesso Giampaolo è pronto a tornare dopo l'ultima esperienza proprio alla guida del Lecce. Per la mattina di domani, 18 marzo, dovrebbe arrivare anche la chiusura formale anche per quanto riguarda il contratto dell'allenatore, che perciò si prepara a tornare a Cremona.
Decisione sofferta per il club grigiorosso, anche e soprattutto per il rapporto che si era creato con Nicola in questi mesi, durante i quali la Cremonese aveva avviato bene il suo percorso in campionato. Dopo la quarta sconfitta consecutiva, che ha portato la squadra al terzultimo posto in zona retrocessione diretta, il club ha scelto di cambiare in panchina. A Marco Giampaolo il compito di risollevare la situazione per provare a evitare il ritorno in Serie B: la zona salvezza dista al momento 3 punti, con la quartultima posizione occupata dal Lecce di Di Francesco, a -1 dalla Fiorentina.
Manchester City sotto di un gol e di un uomo dopo 20': espulso Bernardo
Notte fonda per il Manchester City negli ottavi di finale di Champions League contro il Real Madrid. Dopo il 3-0 dell'andata, infatti, la squadra di Guardiola si trova sotto di un uomo e di un gol a causa dell'espulsione di Bernardo Silva.
Il numero 10 dei Citizens è infatti stato espulso dall'arbitro Turpin in seguito a una On Field Review. Il calciatore portoghese ha infatti "parato" un tiro in porta di Vinicius con il braccio sinistro, impedendo al pallone di entrare in rete ma concedendo agli ospiti il calcio di rigore. Dopo l'errore dell'andata, l'attaccante brasiliano ha battuto Donnarumma dal dischetto.
LA PARTITA DI ANDATA - La sfida del Santiago Bernabeu aveva visto Federico Valverde come assoluto protagonista: il centrocampista uruguaiano ha infatti battuto "da solo" la squadra di Guardiola con una tripletta nel primo tempo.
Atalanta, Palladino: "Siamo orgogliosi di rappresentare l'Italia in Champions League"
"Giocare domani è motivo d'orgoglio, siamo orgogliosi di rappresentare l'Italia essendo gli unici rimasti in Champions League", apre così la conferenza stampa Raffaele Palladino alla vigilia del ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League contro il Bayern Monaco. L'Atalanta si prepara a scendere nuovamente in campo e affrontare la squadra di Vincent Kompany dopo la larga sconfitta per 6-1 della New Balance Arena solamente una settimana fa.
L'obiettivo per i nerazzurri è quello di ritrovarsi e coronare al meglio, in ogni caso, una competizione in cui l'Atalanta è stata la squadra a fare più strada rispetto a Inter, Juventus e Napoli. A poche ore dalla sfida dell'Allianz Arena ha parlato l'allenatore dei bergamaschi. Di seguito le dichiarazioni complete di Palladino.
LE PAROLE DI PALLADINO - Sull'andata, l'allenatore nerazzurro ha aggiunto: "Siamo cresciuti mentalmente, e lo abbiamo dimostrato subito in campionato contro l'Inter. Abbiamo avuto una grande reazione nonostante i 6 gol presi". "De Ketelaere ha giocato 15' contro l'Inter e Raspadori si è allenato in gruppo: saranno entrambi della partita", ha poi aggiunto sui due attaccanti, appena rientrati dopo i problemi fisici.
Settima in classifica, l'Atalanta potrebbe giocare la Conference League nella prossima stagione. Nel merito, Palladino ha ammesso: "Quando sono arrivato all'Atalanta, la squadra era tredicesima e abbiamo rimontato. Vogliamo essere competitivi in campionato e vogliamo fare i risultati, ma la Conference è una coppa importante".
ATALANTA, PALLADINO: "PUNTO SEMPRE A VINCERE" - L'allenatore nerazzurro ha parlato di dettagli: "Li abbiamo limati a San Siro dopo che sono mancati all'andata contro il Bayern. Giocare in questi stadi è un motivo di grande orgoglio, noi ci proveremo fino alla fine".
A Sky Sport ha poi aggiunto: "Cercheremo di evitare gli errori dell'andata e di fare una partita degna degli ottavi di finale, stando attenti a tutto".
Atalanta, la probabile formazione contro il Bayern Monaco
Manca sempre meno all'ottavo di finale di ritorno di Champions League tra l'Atalanta e il Bayern Monaco. All'andata a Bergamo gli uomini di Kompany ha vinto 6-1.
Nel match contro il club tedesco Raffaele Palladino dovrebbe schierare per la prima volta in stagione Bakker. In mezzo al campo, invece, tornerà Ederson con accanto Pasalic.
LE SCELTE DI PALLADINO - Per la gara contro il Bayern Monaco, Palladino schiererà la sua Atalanta con il solito 3-4-2-1. In porta ci sarà Carnesecchi con davanti il trio composto da Scalvini, Hien, Ahanor. Sulle fasce, poi, Bellanova a destra e Bakker a sinstra. In mezzo al campo spazio al duo Ederson-Pasalic. Dietro a Krstovic, che agirà da centravanti, ci saranno Sulemana e De Ketelaere.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, Pasalic, Bakker; De Ketelaere, Sulemana; Krstovic. Allenatore: Palladino
DOVE VEDERE LA PARTITA IN STREAMING E TV - La gara tra Bayern Monaco e Atalanta, valida come ritorno degli ottavi di finale di Champions League e in programma per mercoledì 18 marzo alle 21:00, sarà visibile su SkySport. Lo streaming, invece, sarà disponibile tramite SkyGo
Il Dodicesimo – Storie di Tifo. Il tesoro di Nelson: l'eredità del Genoa che dà forza all'anima
A volte nasce come un vero e proprio colpo di fulmine. Altre, si trasmette di generazione in generazione come un’eredità da tramandare. Così la passione per una squadra passa sotto pelle nei corpi degli appassionati e ne diventa componente del DNA. Oggi, nel viaggio alla scoperta delle storie più interessanti del tifo italiano, siamo arrivati nella Genova rossoblù. Quella fortemente influenzata dagli inglesi che, nel 1893, decidono di fondare sulle rive del Mar Ligure il Genoa Cricket and Football Club, la più antica istituzione calcistica d’Italia.
Ci muoviamo in barca e a tenere il timone della nostra nave tra un’onda e l’altra c’è Nelson, ragazzo diciannovenne nato e cresciuto in città da padre genoano e madre nigeriana. “Perché il Genoa? Qui si sentono la passione e l’energia. Ci ho anche provato da piccolo a interessarmi ad altre formazioni, ma la tua squadra rappresenta la città in cui vivi, in cui mangi, in cui dormi. E il Genoa rispecchia al meglio il nostro ambiente”, confida a gianlucadimarzio.com.
GENOA, QUESTIONE DI FAMIGLIA - Nelson porta con sé un bagaglio incredibile fatto di infinite informazioni sul club, aneddoti personali e di quell’essenza che al meglio rappresenta il credo dei tifosi. Elementi che sono per lui vento amico nel mare della vita, che fin dal principio l’ha messo a dura prova. Il genoano nasce infatti con una disabilità motoria dovuta ad alcuni problemi di diabete di sua madre, che gli hanno causato una nascita prematura di due mesi. Poi, nel settembre del 2024 perde il padre all’improvviso per una complicazione cardiaca. Il funerale si è tenuto il 7 settembre, data di nascita del club. Forse un caso, forse un segno del destino. Ciò che è certo è che la sua voglia di solcare i mari è rimasta nitida, forte e coinvolgente, sicuramente condizionata anche dalla sua passione per il calcio.
“È stato mio papà a passarmi l’amore per il Genoa, lui mi ha insegnato cosa vuol dire tifare la squadra della propria città. Andavamo sempre allo stadio assieme, eravamo abbonati nei distinti. E lo sono ancora, cerco di non perdermi nemmeno una partita. Mi piace la continuità, il creare legami. E oggi, modestamente, mi salutano in tanti. Se ci fosse una parola per descrivere questo club sarebbe ‘emozioni’, perché ne regala sia in positivo che in negativo, dalle vittorie inaspettate alle retrocessioni. E la vita ti fa lo stesso effetto, è così”, racconta.
DALL’INGHILTERRA AL TIFO - Il Genoa (e non Genova, guai a sbagliare) è una questione antica. La ‘v’ mancante si deve agli inglesi, che alle 19 del 7 settembre del 1893 hanno fondato il club e che hanno lasciato un legame forte che si vede anche nel tifo. “Quando entri al Ferraris vieni travolto dalla passione dei tifosi, che si vinca o che si perda. Abbiamo perso un derby e siamo scesi in Serie B, ma l’anno dopo abbiamo registrato il record di abbonati. Questo dimostra tanto”, spiega.
I tifosi come vele spiegate che aiutano la navigazione, in qualsiasi momento. “Questa serie si intitola ‘Il Dodicesimo’ e ha molti collegamenti con noi rossoblù – illustra Nelson -. Per esempio, al dodicesimo minuto noi di solito alziamo le sciarpe e cantiamo ‘Genova siamo noi!’. O ancora, la maglia numero dodici è stata ritirata come segno di appartenenza con la tifoseria”.
Le curve si sono poi evolute nel tempo, cercando di interessare sempre più persone. Per esempio, la Sud del Genoa è stata rinominata “Curva Zena” e da qualche tempo si riempie come la storica Curva Nord. “Così è più bello rispetto al passato, quando la gente preferiva andare solo in un settore. Oggi ci sono cori che trascinano entrambe le gradinate ed è ancora più coinvolgente”.
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da @_gianlucadimarzio.com_
PARTITE, ANEDDOTI E SOCIAL - In casa o in trasferta, Nelson segue il Genoa da quando era un bambino. “L’ultima partita che ho visto allo stadio con mio papà è stata Genoa-Inter, finita 2-2 con gol del pareggio di Messias. La prima volta che sono andato senza di lui è stata invece per un Genoa-Roma, con rete dell’1-1 firmata allo scadere da De Winter. In quel momento ho pensato all’esistenza dei miracoli”.
Tra i suoi pensieri c’è anche l’incontro avuto con Gian Piero Gasperini nella partita di addio al club. Allenatore capace di portare il Genoa fino in Europa League nella stagione 2009-2010, anche grazie a Diego Milito. “Ero piccolo ma ho dei ricordi chiari. Avevamo una squadra molto forte. Ricordo che quando è andato via l’allenatore l’ho salutato fuori dallo stadio e lui mi ha dato un bacino sulla fronte”.
La passione del ragazzo arriva anche oltre lo stadio: da più di un anno è diventato infatti un’icona anche sui social. Tutto inizia da una comparsa in un video su TikTok, nel quale racconta parte della sua storia raggiungendo più di cinque milioni di utenti. Poi, arrivano le registrazioni di storie personali e reazioni post partita sul suo profilo personale. “In quel brutto periodo per me i commenti delle persone online sono diventati una medicina. Il Genoa sa che io posto contenuti, così un giorno mi hanno detto che mi avrebbero filmato mentre salutavo i giocatori dopo un allenamento al centro sportivo. Così sono finito sui loro profili ufficiali: è stata una sensazione incredibile, sono balzato dalla sedia quando l’ho visto”. In quel video con i calciatori, si nota una particolare intesa tra Nelson e uno degli attaccanti, Ekuban: “Ho un suo ‘santino’ in camera. È il classico esempio di calciatore che non fa sempre la differenza ma ci mette la passione, suda la maglia e per questo verrà sempre onorato. Per me è iconico”.
FILOSOFIA, RINUNCE E SOGNI - Una frase scritta anche sui muri dello stadio Ferraris è “Tifi Genoa e vuoi anche vincere…”. Una filosofia precisa, che porta a considerare l’amore per la squadra ancor prima delle vittorie. “Mi ci rivedo in questo. Abbiamo vinto nove scudetti, l’ultimo circa cento anni fa. Finché campo vorrei vedere una vittoria del genere, che significherebbe anche raggiungere la stella. È un mio sogno, oltre al vedere il Genoa giocare in Europa”.
La navigazione assieme a Nelson si conclude con un’ultima domanda, che si rifà alla trama di un famoso libro dal titolo “Se i gatti scomparissero dal mondo”: pur di realizzare un suo sogno, sarebbe disposto a rinunciare per sempre al Genoa? “Accetto solo se posso fare del bene sia per me che per gli altri. Vorrei che tutte le guerre finissero, che i bambini non morissero più. Va bene la passione, ma ci sono questioni più importanti. Anche perché se il mondo scomparisse il mio club non esisterebbe più”.
Arrivati all’ormeggio, la risposta non sorprende nemmeno più. Perché Nelson è un marinaio di calcio, ma soprattutto di vita. Quella che porta tempeste ma che lui sa trasformare in arcobaleni con la sua forza. “Vi ringrazio per l’opportunità e per aver creduto in me, ve ne sono grato”. Questo il nostro tesoro dei mari guardando l’orizzonte, a caccia della prossima storia da raccontare.
Sporting CP-Bodo/Glimt, i portoghesi completano la rimonta con un rigore: cosa è successo
Rimonta completata dello Sporting CP. I portoghesi hanno segnato il 3-0 con Suarez su rigore al 78'. Tiro dagli undici metri che l'arbitro ha concesso dopo essere stato richiamato all'OFR per un tocco di mano di Bjorkan.
I biancoverdi avevano chiuso il primo tempo sull'1-0 con la rete di Inacio al 34'. Al 16' minuto del secondo tempo, poi, è arrivato il 2-0 e 17 minuti dopo il 3-0.
LA VITTORIA DEL BODO ALL'ANDATA - Risultato diametralmente opposto all'andata. I norvegesi, infatti, avevano vinto 3-0 con le reti di Fet, Blomberg e Hoegh.
Le più lette