“Cosa posso dire ai miei ragazzi? Solo una cosa: chapeau”. Il tono è sempre educato e rispettoso. Gli occhi brillano d’orgoglio: “Non ci siamo mai arresi, abbiamo lottato fino alla fine”. Zizou dimostra tutta la sua classe, eleganza e personalità anche davanti ai giornalisti. E punta dritto al prossimo obiettivo: la finale di Champions. Niente male davvero per uno che è diventato allenatore in prima solo dai primi di gennaio di questo 2016. Debuttante… tutt’altro che allo sbaraglio. Il francese ha chiuso la stagione con 12 vittorie consecutive in Liga: i migliori numeri (53 punti!) per un allenatore nelle sue prime 20 partite di Liga in tutta la storia del Real. Fuoriclasse. Il madridismo è moderatamente soddisfatto, ma non proprio del tutto. Spera di vincere la Champions, anzi se lo sogna anche di notte. Ossessione no, però sarebbe meglio. Perché in Liga ormai… i bei tempi sembrano davvero lontani. Il Madrid ha vinto una sola Liga (con Mou) negli ultimi 8 anni, 7 di questi sotto la gestione Perez. Male male per un club così. Sorride Barcellona, per ora. In attesa del 28 maggio, Milano: perché quella Champions lì pesa eccome…
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