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La rinascita di Ziyech, da reietto a protagonista

Il 13 febbraio del 2020, il Chelsea annunciava l’ingaggio, a partire da luglio, di Hakim Ziyech, per una cifra complessiva di 44 milioni, bonus compresi. Era il Chelsea di Lampard, che aveva dovuto far fronte al blocco del mercato imposto dalla FIFA: l’acquisto di Ziyech segnava il ritorno di Roman Abramovich ai fasti dei primi anni della sua presidenza, inaugurava una nuova fase economicamente espansiva. 

Ziyech era stato uno dei protagonisti dell’Ajax che sotto la guida di Ten Hag aveva sfiorato la finale di Champions appena qualche mese prima, nel maggio del 2019. Quella squadra aveva cominciato a “destrutturarsi”, con le partenze di De Jong e De Ligt, e non sembrava poter ripetere l’eccezionale rendimento della stagione precedente; ma soprattutto Ziyech, all’alba dei 26 anni, era pronto per un salto di qualità definitivo. 

 

 

O almeno così sembrava. Alla prima stagione in “Blues”, per il marocchino arrivano 6 gol complessivi, un bottino da minimo sindacale. Ziyech soffre la concorrenza di due giocatori che sono abituati a calpestare le stesse zolle del campo: Mount, l’unico dei giovani dell’Academy lanciati da Lampard a conservare il posto da titolare nella nuova stagione, e Kai Havertz, neo-arrivato dal Bayer Leverkusen. Le cose, se possibile, peggiorano all’arrivo di Tuchel, che riesce lì dove il predecessore aveva fallito, cioè nel trovare una collocazione ai due tedeschi acquistati nel mercato precedente, Havertz stesso e Timo Werner. Non bastasse, due infortuni, uno all’anca e uno al ginocchio, lo tengono fuori per diverso tempo. Nelle classiche foto di rito dopo la vittoria della Champions, Ziyech sembra un corpo estraneo, proprio mentre il suo “rivale” Havertz festeggia il premio di “Man of the match”. 

 

 

L’esclusione dalla nazionale

A fine stagione, infatti, considerato il deludente bilancio complessivo, il club valuta la prospettiva di una cessione; tra i più interessati c’è anche il Milan. Ma poi Ziyech resterà, e non si saprà mai se per sua volontà o per mancanza di accordi fra il Chelsea e un potenziale acquirente. “Hakim non ha mai chiesto la cessione“: con queste parole Tuchel spegne sul nascere ogni voce e prova a fare di Cobham quella “comfort zone” che Ziyech sembra non aver ancora trovato. Ziyech sembra toccare il fondo a dicembre del 2021, quando ne viene annunciata l’esclusione dai convocati della nazionale marocchina per la Coppa d’Africa di gennaio. Il colpo più duro sono le parole del presidente della federazione Lekjaa: “Ci saremmo aspettati che diventasse un leader della nostra nazionale. Invece è un giocatore che aspetta la palla sui piedi, senza fare sforzi. Ma non voglio scendere in ulteriori dettagli. Ora vogliamo dargli il tempo di recuperare una condizione psicologica migliore”. Parole che colgono Ziyech di sorpresa, costringendolo alla dolorosa decisione di dare l’addio alla sua nazionale ad appena 28 anni. 

Il riscatto

Ma è proprio in quel mese di gennaio in cui è costretto a guardare i compagni di nazionale alla tv, che Ziyech si riscatta. Arrivano 4 gol in 5 partite in Inghilterra tra gennaio e febbraio, il quarto segnato questo sabato, all’ultimo minuto, sul campo del Crystal Palace. La partita era bloccata e dall’esito molto incerto, con continui ribaltamenti di fronte e occasioni da entrambe le parti: finirà 1-0. Il marocchino, con questa rete, ha già superato lo score complessivo della stagione scorsa, dato che si tratta della settima di quest’anno.

 

 

Il suo recupero alla causa potrebbe rivelarsi fondamentale per Tuchel, che al suo arrivo al Chelsea, nel gennaio del 2021, si era occupato soprattutto di migliorare la fase difensiva, passando a una linea a 3. Ma che ora deve fare i conti con l’aridità di un attacco che ha 14 reti segnate in meno di quello del City e 15 meno di quello del Liverpool, le due squadre che precedono i “Blues” in classifica. Con il gol al Palace, Ziyech eguaglia Mount diventando il secondo giocatore del Chelsea per reti segnate nell’attuale stagione, dietro a Lukaku, primo a quota 10. Sintomaticamente, tutti e tre sono ben lontani dai 25 gol stagionali di Salah. Numeri molto diversi anche da quelli della “cooperativa del gol” del Manchester City

Nell’esultanza di Ziyech contro il Palace sembrava esserci qualcosa di molto diverso dalla felicità per un gol al novantesimo: malinconia, risentimento, rabbia agonistica. Chissà che la delusione della Coppa d’Africa non sia stata la scintilla per un riscatto, la molla per una ripartenza. Da reietto, nella sua nazionale e al Chelsea, Hakim si sta trasformando in protagonista. Una cosa è certa: Ziyech ha bisogno del Chelsea, almeno quanto il Chelsea ha bisogno di lui

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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