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Zaza si racconta: “Ho smesso di girare in monopattino. Patente? Non ancora. E la maglia di Van Basten…”

Un avvio super col Valencia – 6 gol in 7 partite – con l’obiettivo di essere uno degli azzurri a Russia 2018. Simone Zaza ha parlato a 360° ai microfoni di Fox Sports (canale 204 di Sky) all’interno dello speciale ‘Zaza: dalla Z alla A’ a cura di Gianluigi Bagnulo – in replica domani alle 18.50 e 23.15 -, analizzando sia il suo momento sia la vita privata, senza ovviamente tralasciare numerose curiosità.

“Nella vita privata mi sento una persona fuori dagli schemi però penso che la follia positiva non può che fare bene. Sono una persona un po’ estroversa ed è solo una cosa positiva. Valencia è stata fondamentale, una svolta per la mia carriera. Qui sto esprimendo il meglio di me”.

Sull’amicizia con Morata: “Con Morata ci vogliamo bene, ci sentiamo spesso, è mio fratello. È nata questa amicizia quando alla Juve lui giocava e io no. Non potevo odiarlo per questo. La mia ragazza Chiara l’ho conosciuta grazie ad Alvaro e alla sua attuale moglie. È stato difficile conquistarla all’inizio ma poi è andata bene per fortuna. Ci amiamo e va tutto bene ma faccio fatica a parlare di queste cose non perché sono timido ma perché sono private (ride)”.

Sulla Juventus: “Il ricordo più bello del mio anno alla Juve è la vittoria dello Scudetto e della Coppa Italia perché sono state le mie prime vittorie della mia carriera. Ma anche il gol al Napoli e i due gol al Torino nel derby. Nonostante non avessi trovato tanto spazio mi sono tolto delle soddisfazioni. Ho dato tutto quello che avevo in quel momento. È normale che dovessi migliorare tanto e devo migliorare tanto anche adesso. Non voglio ricordare la Juve come un rimpianto ma come una bellissima esperienza che mi ha insegnato tanto, ho fatto parte di una squadra dove ancora oggi ci sono campioni straordinari”.

Senza dimenticare l’esperienza di “Sassuolo! È la squadra del mio cuore, ambiente a cui sono legatissimo”.

Poi, la Nazionale e il rigore sbagliato con la Germania: “È stato il momento più brutto della mia carriera per ciò che è successo dopo ma soprattutto per colpa mia perché non ho saputo reagire immediatamente a quello che mi era successo e mi ero fatto prendere dalla negatività. Però ormai è passato. Non avevo chiesto io di battere il rigore. La verità è che io in questi anni non sono stato un grande calciatore di rigori. Negli allenamenti con la Nazionale però non avevo mai sbagliato e quindi l’ho tirato. Non ho dormito per più di una notte. Devo ringraziare la mia ragazza, i miei genitori soprattutto che mi sono stati vicini. Prima o poi ne tirerò un altro, comunque”.

Sulla possibilità di andare al Mondiale: “È normale che mi piacerebbe tornare in Nazionale, ma se non ci sono tornato fino ad ora è perché non me lo sono meritato. Devo fare di più di quello che ho fatto. La prossima convocazione è un obiettivo così come quella dopo ancora. Non serve neanche tanto parlare perché alla fine le decisioni non le faccio io e quindi ‘testa bassa e pedalare’. Non sento Ventura. Perché dovrei sentirlo?!”.

Tante altre curiosità… a partire dai famosi giri in monopattino e quella patente che ancora non c’è: “Ora ho smesso, ma non ho ancora preso la patente. Troppi viaggi, Valencia, prima Londra e lì stavo sotto a un treno, quando dovevo prenderla?”

Come non nominare anche la propria terra natale: “La Basilicata? Rocco (Papaleo ndr) ha ragione, non è che non esiste ma è poco conosciuta. La mia terra è l’unica cosa per cui provo il sentimento della nostalgia”.

La paura di volare invece… “Non ho più paura di volare, prima prendevo un sacco di pillole, adesso riesco a volare anche senza, ma se c’è qualche turbolenza di troppo…”.

Sul gol al Real: “Il gol al Real il più bello della mia carriera, ma se ne è parlato troppo, è passato un sacco di tempo, adesso devo fare un altro gol così”.

Infine, sull’idolo di sempre: “Van Basten è diventato il mio idolo grazie a mio padre, era malato di lui. Anzi vi svelo un segreto, a breve realizzerò un grande sogno, mi arriverà una sua maglia firmata, purtroppo non del Milan però…”.

Redazione

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