Categories: Interviste e Storie

Soldini racconta Zapelli: “Brunito era triste quando lasciò il Villarreal. Somiglia a Vazquez, ma ha più talento”

Dall’Argentina alla Spagna quando era solo un bambino di 11 anni per realizzare il suo sogno di diventare un calciatore. Ma non stiamo parlando di Messi.Ricordo quando siamo partiti e quando siamo tornati. Io lo andavo trovare ogni mese. Ha sofferto la lontananza da casa, soprattutto dalla mamma. Bruno o Brunito come lo chiamo io, è poi dovuto tornare a casa per la nuova legge Fifa sui minori. L’ultimo giorno era molto triste, non lo posso dimenticare”, così Fabian Soldini a Gianlucadimarzio.com, che dal 2007 è il direttore sportivo dell’ADIUR di Rosario, club affiliato al Villarreal, ma è più conosciuto per essere stato il primo agente della Pulga, ovvero colui che lo ha portato al Barcellona. Uno che di talenti se ne intende. Il ragazzino di cui parla è Bruno Zapelli, trequartista del Belgrano e da qualche giorno dell’Italia U21. “Gli ho fatto i complimenti per la convocazione: sono felice che possa rappresentare una nazionale. L’Italia è stata furba a reclutare lui e Retegui, due giocatori molto buoni”. 

 

 

Stile spagnolo con essenza argentina: il metodo ADIUR

Agrupación Deportiva Infantil Union Rosario, questo è il nome della piccola realtà rosarina in cui lavora Soldini e dal quale sono usciti 70 giocatori che adesso militano tra i professionisti, come Geralnik del Villarreal, Alvez del Talleres o Gino Infantino del Rosario Central, tutti nel giro dell’Argentina Sub20. “Sono stato 4 anni a Barcellona e ho cercato di esportare il loro metodo in Argentina: diamo priorità al gioco rispetto anziché al risultato, diamo le istruzioni al calciatore per formarsi con concetti, ci interessa come vinciamo, che il ragazzo capisca come creare la superiorità numerica, come fare le transizioni offensive e difensive per recuperare palla. Il giocatore dev’essere intelligente e in grado di leggere il gioco. Abbiamo avuto una discussione importante sulla metodologia da adottare con il Villarreal: il 65% è la loro, ma senza rinunciare all’essenza del calcio argentino perché non si può disperdere la capacità di dribblare, ma è importante sapere quando”.

 

 

“Pronto direttore! Ho visto un giocatore distinto”

Nella Naranja mecanica, come è soprannominata la piccola squadra rosarina per le maglie arancioni, Zapelli è stato di passaggio, dopo alcuni provini all’Estudiantes, al Boca e al Racing. “Uno dei miei soci era andato a Carlos Paz per un tema familiare e gli dissero che c’era un giocatore molto bravo. Così lo contattammo e lo invitammo a una prova di 15 giorni a Rosario. Andò molto bene. Chiamai subito Antonio Cordon, all’epoca ds del Villarreal per dirgli che avevo visto un giocatore distinto. Lui si fidava delle mie parole, sapeva che avevo portato Messi al Barcellona e Leiva al Villarreal quando aveva 17 anni”. Soldini ha poi contribuito anche al passaggio dal Submarino amarillo al Pirata cordobese del classe 2002. “Avevo una buona relazione con Federico Bessone del Belgrano e gli consigliai di andare lì perché lavorano bene nelle giovanili, anche in quanto all’educazione e all’alimentazione. Ed era vicino a casa sua”. 

 

 

Alle parole preferisce i fatti sul terreno di gioco. Soldini ha conosciuto un ragazzo silenzioso. “Intelligente, ma molto introverso. È una brava persona e questo è merito della famiglia. Siamo rimasti in contatto, quando vado a vedere il Belgrano ci salutiamo e ricordiamo molte cose dell’esperienza al Villarreal”. Dopo Retegui, l’Italia è pronta a scoprire un nuovo oriundo cresciuto oltreoceano, che grazie alle origini di Ballabio in provincia di Lecco vestirà la maglia azzurra. “Ha un futuro europeo, non ho dubbi. Ha un talento innato: tecnicamente è molto bravo e ha una visione di gioco che gli permette di vedere sempre prima degli altri la giocata. Io lo paragono al Mudo Vazquez, gli somiglia, ma Bruno è più talentuoso. Inoltre è alto 180 cm ed è già stato nelle nazionali giovanili argentine. Deve migliorare sull’intensità, ma è qualcosa che acquisirà col tempo. Credo che potrà dare tanto all’Italia”. Parola del primo agente di Messi. Ci fidiamo.

Mattia Zupo

Giornalista pubblicista e studente in Scienze Umanistiche per la Comunicazione. Fiorentino nato a Fiesole nel 1996. Notti magiche, quelle passate a vedere il calcio sudamericano, dove il talento e la garra prevalgono sulla tattica. Uno sguardo al futuro e uno al passato alla ricerca di storie legate al fútbol.

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