Categories: Interviste e Storie

Scamacca prima, Zaniolo poi: Atalanta, rilancio (ner)azzurro

Voleva l’Italia. Voleva l’Atalanta. Dopo giorni di trattative Nicolò Zaniolo è pronto a tornare. La sua ultima volta era stata con la maglia giallorossa della Roma. Dopo le esperienze in Turchia e in Inghilterra con Galatasaray e Aston Villa. Ora un nuovo aereo, destinazione Bergamo. Un cambiamento che (r)accoglie in sé tanti significati. Per il giocatore e per il club. 
Da una parte la voglia di riscatto e la ricerca di una definitiva maturazione e affermazione delle proprie potenzialità; dall’altra, la volontà di aumentare la qualità e le prospettive di una squadra in continua crescita, consegnando a Gasperini un altro talento da coltivare e a ridare fiducia e sicurezze. Obiettivi e ambizioni comuni che sembrano essersi trovate nel momento giusto per entrambi. Un po’ come già successo con un altro giocatore, Gianluca Scamacca.

Un racconto nelle cui trame si nascondono e intrecciano tante sfaccettature che accomunano i due ragazzi. Talenti che spesso hanno vestito l’immagine del bad boy. Un passato diviso tra istantanee di classe e un velo di polemiche che a volte li ha accompagnati. Un passaggio dalla Capitale, le avventure all’estero e il ritorno in Italia per ritrovarsi. E un futuro che si spera possa essere grande. Per l’Atalanta e per la Nazionale. Storie (ner)azzurre. 

 

Atalanta azzurra

Giocatori di talento, potenziali con prospettiva da rilanciare, un blocco italiano su cui fondare il proprio futuro. L’arrivo di Zaniolo si inserisce in un preciso solco tracciato dal club bergamasco. Un solco che si sposa in modo coerente con quella che è la filosofia del club e le esigenze della Nazionale. E i motivi sono diversi. Per ragioni storiche, essendo l’Atalanta da tempo, sia con il settore giovanile che con la prima squadra, una delle realtà più belle e solide nel panorama italiano e internazionale. Vivaio capace di coltivare talenti con qualità definite come persone e come calciatori. Una filosofia con valori e principi chiari che viene (per)seguita con coerenza in ogni ambito. L’Atalanta è identità e progettualità. È un club diventato certezza negli anni, grazie a una progettazione graduale e sostenibile che ha dimostrato di poter essere luogo di ri-lancio di talenti prima mai affermati nella loro totalità. E questo grazie anche a chi da anni è guida e maestro: Gian Piero Gasperini. Strade e prospettive preziose anche per l’Italia. E la coppia Scamacca-Zaniolo può essere il nuovo regalo da Bergamo. 

 

Promesse di talento

Quelle di Scamacca e Zaniolo sono due storie che si toccano, assomigliano e ora incontrano. Anzi, si rincontrano, dopo aver già condiviso la maglia dell’Italia, già dai tempi delle giovanili. Nel loro passato ci sono gli anni alla Roma e polemiche che li hanno coinvolti per comportamenti avuti. Le definizioni di promesse del calcio italiano e gli abiti di bad boy difficili da togliersi. Sprazzi di talento alternati a momenti di indefinita confusione e discontinuità. Nicolò Zaniolo nella Capitale ha conosciuto prima l’esaltazione e l’amore incondizionato di un popolo, poi le delusioni per la fine di quella storia. Nel mezzo speranze, illusioni, emozioni contrastanti. Un addio direzione estero con poca fortuna. Il presente è quello di un ragazzo che è voluto tornare a casa. La stessa casa dove l’altro ragazzo, Gianluca Scamacca, ha trovato continuità e fiducia. Lui come De Ketelaere e Lookman, per citare gli ultimi. La volontà del club è quella di replicare con Zaniolo quanto già fatto con l’attaccante, dando così alla Nazionale una coppia di talento da cui ripartire dopo la delusione europea.

 

Zaniolo vuole trovare il suo ruolo e la sua identità. In campo, capendo la posizione che più gli si addice, e nella carriera, cercando di comprendere in quale categoria può essere davvero collocato. Talento finalmente affermato? Promessa non mantenuta? Ce lo dirà il futuro, ma la “cura Atalanta” è forse la migliore per quella serenità che da tempo Zaniolo ricerca. Speranze nere e azzurre.

Nicolò Franceschin

Nato nel 1997 tra Milano, Como e Lecco. Laureato in Giurisprudenza, ma ai codici ho preferito una penna. Cresciuto con Maradona (il calcio), ma anche Ronaldinho e Sneijder. Il fascino del numero 10. Credo nella forza delle parole. Verità e narrazione. In giro in macchina per stadi, campi e strade alla ricerca di nuovi colori da scrivere, perché ognuno ha una sua sfumatura. Le note del telefono che si riempiono di storie, alcune il cui finale è ancora tutto da scrivere. Una di queste è la mia. Raccontare emozioni e dare voce a chi non ce l’ha.

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