Un trasferimento sfumato all’ultimo momento, una stagione da protagonista con il Wolfsburg e quell’amarezza costante del non essere riuscito a diventare un calciatore della Juventus. Per Julian Draxler, quest’anno passato in Germania non ha fatto altro che alimentare il rammarico del mancato trasferimento in Italia: “Ho seguito la Juventus per tutto l’anno, con curiosità – dichiara il centrocampista tedesco alla Gazzetta dello Sport – inizialmente pensavo di essere stato fortunato a non giocare con loro, poi devo ammettere che sarebbe stato bello vincere scudetto e Coppa Italia”. Il corteggiamento dei bianconeri durò tutta l’estate, senza avere però un esito positivo: “Mi lusingava essere desiderato dalla Juventus, che mi voleva fortemente e ha tenuto la trattativa in piedi per molto tempo – prosegue Draxler – fece diversi incontri con lo Schalke, per accordarsi sul prezzo del cartellino. Io invece avevo trovato subito l’intesa, per me era fatta”. Un temporeggiamento fatale, che ha portato Draxler al Wolfsburg: “Alla cessione di De Bruyne, il Wolfsburg mi ha contattato: è un grande club, che veniva da due trofei vinti in Germania, quindi ho accettato una volta che le società hanno trovato l’accordo. Tuttavia, se lo Schalke avesse chiuso prima con la Juventus, ora sarei a Torino”. Una ‘sliding door’ che lo avrebbe portato in Italia, dove avrebbe patito anche lui i problemi di inizio stagione della Juventus: “Le critiche sarebbero state tante, come è accaduto a Dybala – spiega il tedesco – poi però mi sarei divertito, giocando con gente come l’argentino e Pogba, e alla fine avremmo vinto”. Due mondi differenti, quello italiano e quello tedesco, che Draxler definisce in modo chiaro: “Qui a Wolfsburg c’è meno pressione, anche da parte dei media, per questo ho deciso di accettare la loro offerta. Ora sono convinto di aver fatto la scelta giusta”. Per chiudere, un’analisi dello stato del calcio italiano: “La Serie A mi piace, ci sono squadre con un blasone pazzesco che mi emozionano molto – conclude Draxler – Milan e Inter si riprenderanno, ma loro come le altre devono puntare di più sulla crescita dei giovani talenti, come facciamo noi in Bundesliga”.
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