Edoardo Bove (IMAGO)
Il centrocampista del Watford ha rilasciato un’intervista a Sky Sport Insider raccontando il suo recente passato e il presente felice
“Mi sento abbastanza in controllo delle mie scelte: ho avuto molto tempo per pensare e stare con me stesso. Ora sono felice di ripartire“. Edoardo Bove si è raccontato con il sorriso in volto a Sky Sport Insider. Il centrocampista, reduce dalla firma con il Watford, ha raccontato: “Mi mancava qualcosa, sono contento di riportare il calcio al centro della mia vita e poter stare di nuovo in uno spogliatoio. Sono molto contento”
Il classe 2000 ha motivato la scelta di firmare per il Watford: “Non volevo stare con le braccia conserte ad aspettare un cambio di regolamento. In futuro non so cosa accadrà, ma tengo a specificare che il Watford non è una seconda scelta. Era già un mio obiettivo giocare in Inghilterra: mi piace il calcio inglese, il ritmo. Il Watford è un club con una grande ambizione, è sempre stato in Premier League e ci vuole tornare. Da parte della proprietà c’è sempre stata grande disponibilità. Abbiamo analizzato insieme il mio percorso, sono felice e grato dell’opportunità che mi hanno dato“.
Poi un retroscena sulla trattativa, nata in aeroporto: “Ultima giornata della scorsa stagione: con la Fiorentina giochiamo a Udine, partita pesantissima per qualificarsi in Conference League. Atterro a Trieste, ma non trovo il taxi per raggiungere la squadra a Udine. Poi mi sento toccare alle spalle e un uomo in giacca e cravatta si presenta: “Sono Gian Luca Nani, il direttore dell’Udinese e del Watford. Se vuoi ti diamo un passaggio noi fino a Udine“.
E ancora: “Non lo conoscevo, ma era vestito come un direttore quindi penso: “Va bene, fidiamoci, al massimo conosciamo una nuova persona”. Durante il tragitto mi fa una battuta: “Dai, vieni a giocare con noi”. Io in quel periodo nemmeno pensavo a tornare a giocare perché non avevo ancora finito i controlli, ma per me quello è stato un segno del destino: ho voluto pensare che dovesse andare così. Sono davvero contento di aver preso questa scelta. E quel volo“.
Bove ha proseguito parlando del suo messaggio d’addio alla Roma: “È stato breve perché a parole penso sia difficile ringraziarli per l’affetto che mi hanno sempre dimostrato. C’è questo legame indissolubile e difficile da descrivere se non sai usare le parole giuste. Già il primo distacco quando sono andato alla Fiorentina è stato molto duro, ma di grande crescita, perché lasci casa per la prima volta. La risoluzione del contratto è stata quasi obbligata per tornare a giocare. È stata una grande emozione tornare all’Olimpico e salutare i tifosi. Questo legame c’è da sempre e non finirà mai“.
Gli eventi accaduti in passato hanno reso ancora più saggio Edoardo. Il ragazzo ha dichiarato: “Credo che non ci sia nessuno che più di me riesce a pensare solo al presente, per tutto quel che mi è successo. Il Watford ora è una grande opportunità per far bene: sono davvero concentrato su questo“.
E poi un commento sulla sua Boreale, la squadra dove ha iniziato a giocare a calcio: “Vorrei che ogni ragazzo avesse la possibilità di crescere, come è stato per me, in un ambiente sano, dove poter pensare alla maglia, al pallone e nient’altro“.
L’ex Roma e Fiorentina ha svelato la richiesta dei tifosi del Watford: “Sicuramente, tornare in Premier League. Io sono pronto a dare tutto: il mio obiettivo è restare qui più tempo possibile. Il presente per me è tanto importante perché voglio riassaporare emozioni che non vivo da oltre un anno“.
Cosa ha insegnato il 2025 a Bove? Il giocatore ha risposto: “Sono maturato molto. Sono fiero del mio percorso riabilitativo, sia fisico sia mentale, che è la cosa più importante. Per me è stato vitale ricevere l’affetto di tutte le persone e di tutto il mondo del calcio, dei compagni, della mia famiglia, della mia fidanzata. Risolvere i problemi con questa spinta è molto più semplice. Ho imparato che ognuno ha delle difficoltà nella vita e per andare oltre credo si debba provare a farsi aiutare: così è molto più semplice”.
Bove ha lasciato un messaggio a un giovane ragazzo come lui, che magari vive un periodo di difficoltà. Il calciatore ha dichiarato: “Gli direi che non è solo. Tutti andiamo incontro a tante difficoltà e non è nemmeno calcolabile la misura degli eventi: per me può essere stato difficile un arresto cardiaco come per un ragazzo può essere difficile semplicemente andare a scuola ogni mattina e fare un’interrogazione o un esame. Sono tutte sfide che la vita ci pone davanti e quando soffriamo è bene farsi aiutare”
E infine: “Vorrei solo essere sereno e godermi quello che vivo, ogni istante. Faccio un esempio: sul campo da calcio mi è mancato tanto portare la palla. Sembra una banalità, ma oggi per me non lo è. Vorrei solo vivere appieno le possibilità che la vita mi porrà davanti“.
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