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Bonucci: “Con CR7 partivamo da 1-0, niente paragoni con Vlahovic”

Una presenza importante, in campo ma anche nello spogliatoio. La Juventus ha recuperato Bonucci per la partita di Champions contro il Villarreal: il difensore è tornato tra i convocati, ma non dovrebbe partire tra i titolari (qui la probabile formazione). Nel mentre, ha parlato tra le colonne del quotidiano spagnolo El Paìs, non limitandosi solo alla propria squadra, ma anche delle differenze di gioco del calcio portate dalla Spagna del 2008.

 

Bonucci in previsione del Villareal

Riguardo l’imminente doppio confronto con il Villareal, Bonucci ha parlato di “gare molto complicate”. Nello specifico: “Li ho visti giocare, sono una squadra quadrata, che sa giocare, che ha esperienza. Non è per nulla facile segnargli un gol. Dovremo fare le cose per bene”.

“Con CR7 partivamo 1-0. Dusan è un riferimento”

 

 

In uno dei primi passaggi dell’intervista, Bonucci parla di Vlahovic e di Cristiano Ronaldo, oggi al Manchester United. “Con Cristiano le partite cominciavano da 1-0 per noi. Ci dava energia e mentalità, oltre a un enorme entusiasmo ai tifosi. Non si può paragonare con Vlahovic. Dusan è una prima punta, molto giovane. Dobbiamo lasciargli il tempo di sbagliare e di crescere. Con lui abbiamo un punto di riferimento anche sui palloni alti, quando l’avversario si chiude. Aiuta a far salire la squadra. Per noi è molto più che un goleador. Difende la palla, ti permette di salire, ed è capace di distribuire il gioco. 

“Grazie alla Spagna 2008 i difensori devono saper giocare”

 

Bonucci ha identificato come spartiacque del modo di giocare la Spagna campione d’Europa 2008 (poi Campione ’10 e nuovamente d’Europa ne 2012), in particolare il cambio che hanno portato al ruolo del difensore: “Da quando la Spagna ha vinto Euro 2008, e grazie anche al Barcellona di Guardiola, è cambiato ovunque il modo di interpretare il gioco. Oggi tutti pensano che la costruzione debba iniziare da dietro, coinvolgendo i difensori ma anche il portiere“. 

Nonostante ciò, secondo l’italiano, la difesa “vecchio stampo” non è diventata obsoleta, tutt’altro. “I difensori devono saper passare il pallone, ma prima di tutto devono coordinarsi coordinarsi con i compagni di reparto, aver personalità nella conduzione della linea difensiva e della squadra. Un reparto difensivo deve essere completo. lcuni sanno marcare meglio, altri sanno organizzare il gioco. Era così quando giocavamo a tre con Barzagli e Chiellini“.

 

Redazione

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