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Cagliari, Zenga: “Approccio sbagliato a inizio gara”

Sconfitto per 2-1 al Bentegodi contro il Verona, il Cagliari non muove la sua classifica e resta a quota 32 punti dopo 26 giornate. 

Verona-Cagliari, le dichiarazioni di Juric nel post partita

Decisiva la doppietta di Di Carmine nel primo tempo, prima dell'espulsione di Borini che ha lasciato l'Hellas in dieci uomini. Il Cagliari ha approfittato della superiorità numerica e al 43' Giovanni Simeone ha provato a riaprirla. 

Walter Zenga, analizzando la gara ai microfoni di DAZN, ha però posto l'accento sull'approccio iniziale sbagliato dai suoi.

Le dichiarazioni di Zenga nel post partita

"Non si può iniziare la partita come abbiamo fatto. Dopo 50 secondi abbiamo subìto il primo tiro in porta… Poi però ci sono le cose positive. Potevamo naufragare ma siamo rimasti in partita, l'abbiamo anche riaperta. Abbiamo provato a recuperarla ma siamo andati in area di rigore nel modo sbagliato.

Dobbiamo entrare subito con un approccio differente. La squadra ha corso tanto, all'inizio correva male, poi meglio e si attaccavano gli spazi con più attenzione.

Non cerco alibi ma oggi non c'erano nemmeno Joao Pedro e Nainggolan. Abbiamo legato poco centrocampo e attacco nelle ripartenze. Eravamo troppo passivi.

Il secondo gol preso è un errore nostro. Ascoltavo cosa dicevano i giocatori in campo, cose negative… Bisogna essere arrabbiati perché, nonostante le assenze importanti, abbiamo dimostrato di saper reagire. Tra due giorni rigiochiamo a Ferrara, dobbiamo essere determinati e cattivi su determinate situazioni. E dobbiamo cambiare l'approccio alla partita.

Però ci sta che a volte le cose non vengano come le prepari.

Birsa regista? Ci abbiamo lavorato per farlo giocare in quel ruolo perché abbiamo capito che lì potevamo avere delle problematiche. E non sappiamo quando Oliva torni a disposizione. Perderemo anche Cigarini e Ceppitelli per squalifica.

Gaston Pereiro? Va aiutato, ha grandissime qualità e deve avere continuità. Ma anche lui deve darsi da fare affinché i compagni lo cerchino di più.

La morte di Mario Corso? E' stato anche mio allenatore. Lo guardavamo come un totem, un personaggio enorme e che ha fatto sognare. Era una delle bandiere dell'Inter che col suo mancino ti faceva sognare. E' un grande dispiacere. Così come pensare a ciò che è successo ad Alex Zanardi. A volte la vita è ingiusta. Penso e spero di poter leggere presto notizie migliori sulle sue condizioni".

Redazione

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