Dalle luci del Maradona a quelle del Mapei Stadium. I chilometri di distanza sicuramente sono tantissimi, ma i sogni di Antonio Vergara sono sempre gli stessi. È stato lui ad aprire le danze nella gara contro il Mantova con un gol di rara bellezza (match terminato 2-2 con le reti di Reinhart, Bragantini e l’autogol di Meroni a tempo scaduto).
Una partita da stropicciarsi gli occhi per voglia, abnegazione, determinazione, personalità e grinta. Già, la stessa grinta che ha colpito la Reggiana l’estate scorsa quando Goretti ha deciso di portarlo alla corte di Nesta in Serie B. Una stagione da incubo quella del classe 2003, ma ci torneremo. Cadere per rialzarsi perché dopo la tempesta esce sempre il sole…
Un gol da vedere e rivedere quello del classe 2003 in Reggiana-Mantova. Pallone recuperato dai trenta metri. Copertura ottima da un paio di avversari. Le finte al limite dell’area e poi un colpo da biliardo con il destro a superare Festa sul palo opposto. Una gioia incontenibile per Vergara. La prima firma per lui in Serie B. Attesa. Voluta. Cercata. E trovata proprio un anno dopo l’esordio e dopo una stagione davvero da incubo. Cinque partite e poi il crack. Il verdetto è di quelli brutti: rottura del legamento crociato e stagione finita.
Giusto il tempo di riassporare il campo per le gare contro Sampdoria e Parma, prima dei saluti finali. Il tempo, però, è galantuomo. E chi sa aspettare o superare gli ostacoli, trova sempre una risposta positiva. E così tra un ticchettio e un altro è arrivato il momento della nuova stagione. Meglio non poteva iniziare per lui. Prima partita e subito un gol da favola. E chissà quante volte quel bambino da Frattaminore ha sognato di viverla.
Da un piccolo paesino in Provincia di Napoli, adiacente a quello di Lorenzo Insigne, ha iniziato la sua scalata. Dai campetti di periferia fino a raggiungere il “Maradona”. Un sogno di una notte di mezza estate indossando la maglia azzurra in amichevole contro il Benevento. La chiamata di Spalletti inaspettata, quanto l’ingresso in campo nella ripresa.
Già lì aveva fatto intravedere le sue qualità Ancora un po’ acerbo, ma coi piedi ci ha sempre saputo fare. Poi il volo tra i professionisti. Il prestito in C alla Pro Vercelli e lo step successivo, in Serie B, con la Reggiana. E al “Mapei” è arrivata la prima perla firmata Antonio Vergara.
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