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Quando il rigore pesa: Verde (quasi) come Higuain

Quando al 12′ minuto di Salernitana-Spezia è stato assegnato un rigore per gli ospiti, tutti (fantallenatori compresi) si aspettavano Daniele Verde dal dischetto, battitore designato. Invece, dagli undici metri si è presentato Manaj, che ha trasformato il penalty.

Thiago Motta ha spiegato così la scelta nel post partita: “Dipende da chi se la sente. Da fuori possiamo proporre, ma poi dipende dalle emozioni che provano loro in campo”. A quanto pare Verde non se l’è sentita, ma nemmeno venti minuti dopo, in occasione dell’altro rigore concesso allo Spezia, ha deciso di tirarlo, segnando il gol del provvisorio vantaggio.

Un episodio simile era capitato a Gonzalo Higuain durante i sei mesi passati a Londra nel 2019. Dopo una prima parte di stagione giocata in Italia con il Milan, il Pipita si era trasferito al Chelsea di Sarri.

Il “rifiuto” di Higuain

Con i rossoneri sembrava essere partito con il piede giusto (5 gol) ma, dopo l’errore dal dischetto contro la “sua” Juventus (e l’espulsione ricevuta nella stessa partita), si era come bloccato mentalmente e lasciare Milano sembrava poter essere l’unica soluzione per ripartire. E così è stato.

Al suo esordio allo Stamford Bridge, però, si è verificata (quasi) la stessa situazione di Verde. Sullo 0-0 contro lo Sheffiled Wednesday in FA Cup ai Blues viene concesso un rigore che Willian vuole far tirare proprio ad Higuain. “Volevo si sbloccasse subito” dirà nel post partita l’esterno brasiliano.

Peccato che il rigore verrà tirato dallo stesso Willian. Higuain non se l’era sentita: il peso del rigore sbagliato contro i bianconeri e il momento difficile che stava vivendo l’hanno portato a “rifiutare l’offerta” senza poi avere una seconda occasione nel corso del match. Questione di…emozioni.

Andrea Molinari

Nato a Verona nel 1998, il mio primo ricordo vivido legato al calcio è Shevchenko che sbaglia un rigore contro il Bayern Monaco. Grazie a lui (e anche a Kakà) da piccolo mi sono innamorato del pallone. Ma lui non lo sa. Sì, perchè ho giocato anche, purtroppo senza risultati. Nato attaccante, sono finito a fare il terzino: di solito succede a quelli con i piedi quadrati. Oggi provo a dimostrare questo amore scrivendo.

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