Il giro del mondo in quarantotto ore. O poco più. Lo si potrebbe intitolare così il “giorno più lungo” del Pau, squadra di terza divisione francese. Un giorno intero per viaggiare, un’ora e mezza di partita, e un altro giorno per tornare. Il tutto per un tour mondiale? Macchè, per la Coppa di Francia. Alla quale partecipano tutti i club francesi, quindi anche quelli delle cosiddette “collettività d’oltremanica”. Martinica, Polinesia francese, Nuova Caledonia e non solo. Ed è proprio in Nuova Caledonia, praticamente in Oceania, che si sviluppa la storia magica e assurda del Pau.
Dieci ore di fuso orario, il jetlag, il viaggio infinito e, alla fine, la goleada per qualificarsi ai sessantaquattresimi di finale contro il Magenta. Un 1-7 senza appello, vittoria contro i francesi d’oltremare, per regalarsi così il passaggio del turno. E un meritato riposo per il viaggio di ritorno. Di tempo, sicuramente, i giocatori del Pau ne hanno avuto. Completando così il giro del mondo in quarantotto ore o poco più. Quarantanove e mezza minimo, il tempo di una partita. Storica, incredibile, assurdamente strana. E magica.
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