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Veni, vidi, Brevi. Il Padova si fa bello nella Venezia del leader Pippo

La Venezia del pallone in tre punti. 1) Allo stadio ci vai in vaporetto. 2) Se calci un rigore alle stelle, la palla finisce in laguna. 3) Quando senti il pres parlare, serve un traduttore. Il “Padova deserved” è abbastanza comprensibile ma è quello che sta dopo il “but” a restare bello chiaro in testa: “Sono certo che vinceremo il campionato”. La sicurezza di Joe Tacopina è riflessa nella bocca di chi lavora al suo fianco, di chi rema dalla sua stessa parte, direzione promozione: da Perinetti a Inzaghi, il discorso sembra un disco rotto. Ma alla lettera, è proprio così. Il presidente spiega: “A fine partita, Pippo ha guardato negli occhi i suoi ragazzi e detto ‘è solo una partita, è solo un incidente di percorso ma alla fine andremo in B’. Pippo è un leader, è l’allenatore giusto per il mio progetto”. La Venezia nel pallone in tre gol del Padova, con tanto di rigore (di Russo) finito in rete e non in laguna. Nel mezzo, è successo un po’ di tutto: un palo clamoroso e due rossi per i padroni di casa, i 900 e passa tifosi padovani che hanno cantato senza sosta in un lunedì sera freddo e ventoso, i veneziani che hanno applaudito comunque, nonostante la sconfitta. E classifica che si accorcia terribilmente verso l’alto con ben sei squadre in due punti. Bravi loro. Ma se cambi una vocale diventa Brevi. Lui. Oscar di nome ma anche di carattere, capoccia dura a morire, voce del verbo ‘mollare mai’. E la sua breve (please, altra vocale) storia come allenatore del Padova lo dimostra. L’11 ottobre perde 2-0 contro la Samb. Il 13 sembra esonerato: contattati Petrone e Serena, che danno il loro ok. Il 15 continua seduto su quella panchina e non si schioda di un centimetro, anzi ripete: “Fino a quando sarò qui…”. Perché può piacere o meno, ma il professionista Brevi è impeccabile, un po’ come l’uomo. “Sono solo un po’ permaloso” ha ammesso lui. Ma non sembra essersela legata troppo al dito, quella volta. Quando ‘tutti lo volevano fuori’. Anche se tutti tutti, no. Perché Zamuner gli diede fiducia fino a lunedì 17 (fortunatamente non venerdì) contro la Reggiana: dentro o fuori. Brevi non va per le lunghe e la chiude sul due a zero. Ma poi continua a ripagare la fiducia sul campo, partita dopo partita senza più fermarsi. Con una squadra che si sbatte, lo segue. E vince. Reggiana, Santarcangelo, Modena, Bassano (Coppa), Ferpi, Parma (1-4!!), Carrarese (Coppa) e Venezia (1-3!!!). Nel mezzo un solo ko, contro il Bassano in campionato. Ma un derby vinto è pur sempre un derby vinto, contro il Venezia poi, forse vale doppio. Padovani che fanno i dottori e citano: Veni, vidi, Brevi. E poi tutti a casa… in vaporetto.

Matteo Moretto

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