Il difensore del Manchester United e della Nazionale francese Raphael Varane, intervistato da L’Equipe, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito a un tema delicato: i problemi di salute con cui convivono i calciatori. Nel corso dell’intervista, il difensore ha fatto riferimento alle sue esperienze personali.
“Se penso alle tre peggiori prestazioni della mia carriera, me ne vengono in mente almeno un paio prima delle quali ho subito un trauma cranico. In particolare, quando vestivo la maglia del Real Madrid durante gli ottavi della Champions League 2020 contro il Manchester City e contro la Germania, nella sfida dei quarti di finale del Mondiale del 2014 in Brasile”, ha dichiarato il francese.
Questa è la prima volta che Varane parla apertamente di questa delicata tematica: “Non ne ho mai parlato in 10 anni perché la gente potrebbe pensare che questa sia una scusa, ma io non voglio che venga interpretata in questo modo. Se dici di essere stanco e soffri di emicrania, oppure i tuoi occhi sono affaticati appari debole. Questa è una conseguenza diretta.”
Infine, il difensore francese ha voluto mandare un messaggio indirizzato a suo figlio: “Allo United ci suggeriscono di non fare più di 10 colpi di testa per allenamento. Lui gioca a calcio anche se ha solo 7 anni. Gli consiglio di non colpire ancora la palla con la testa, lo ritengo essenziale”.
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