Vola alto, El Pajarito. Dalle scuole calcio uruguaiane al Real Madrid: l’uccellino Federico Valverde – così soprannominato da un suo vecchio allenatore – non ha nessuna intenzione di fermarsi.
Piedi per terra sempre, ma consapevolezza che aumenta partita dopo partita. E ora, anche rete dopo rete. Tra Palloni d’Oro e migliori al mondo, il classe 1998 uruguaiano si è consacrato con la camiseta più iconica al mondo. Valverde è ormai un insostituibile nel Real Madrid di Carlo Ancelotti.
“Il prossimo Pallone d’Oro potrebbe essere Valverde, perchè no?”. Da Kakà a Benzema, passando per Cristiano Ronaldo e Modric: Carlo Ancelotti è un allenatore che se ne intende di calciatori da Pallone d’Oro.
L’investitura ufficiale di Re Carlo è l’ennesimo premio per Federico Valverde. Una crescita smisurata con Ancelotti in panchina per un centrocampista (e non solo) totale. Lo sognava Karim ‘The Dream’ Benzema, lo brama anche El Pajarito: il Pallone d’Oro è un obiettivo. Lo sguardo, più da gazza che da uccellino lo dimostra.
Investitura e profezia per Carlo Ancelotti. L’allenatore del Real Madrid si è affidato a Valverde, e i risultati gli stanno dando ragione. Eccome.
Nel percorso di crescita mancano i gol, e allora “Strapperò il mio patentino di allenatore se Valverde non segnerà almeno 10 gol in una stagione“, aveva dichiarato l’ex Milan. Una nuova missione per l’uruguaiano, un nuovo step da superare.
E Valverde sembra volerlo frantumare molto in fretta. In Real Madrid-Siviglia un altro bolide da fuori area – il terzo in una settimana – divenuto ormai una dolce abitudine. Un missile dal limite che ha lasciato impietrito un incolpevole Bono. Tre reti in sette giorni, settimo centro stagionale e la soglia dei 10 gol che ormai è lì. Più che ad un passo ad un battito d’ali per El Pajarito.
Idolo prima, poi compagno di reparto. Federico Valverde studia(va) Toni Kroos, il modello da seguire e da cui rubare i segreti. I due si cercano e trovano in campo, rivelandosi uno dei punti di forza del Real Madrid che ora va a caccia del tetto del Mondo.
Anche l’ex Bayern Monaco ha benedetto l’uruguiano. “È uno dei tre migliori al mondo“, ha tweetato. Un altro, l’ennesimo, attestato di stima per un uccellino che ormai vola alto e non ha nessuna intenzione di tornare a toccare terra.
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