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Udinese, Karnezīs: “Una big per me? Tengo i piedi per terra, non mi sento un fenomeno”

Da terzo incomodo a titolare, la storia Orestīs Karnezīs. Il portiere greco arrivò a Udine nel 2013, ma in fila per una maglia da titolare trovò Brkic, Scuffet e Kelava. Dal 2014 Orestis è diventatotitolare e agli altri hanno dovuto trovare sistemazione altrove. Quest’anno, per rendimento, è uno dei migliori portieri della serie A:

“Io in matematica non ero bravo, ma se lo dicono i numeri qualcosa è cambiato” – si legge nelle pagine de La Gazzetta dello SportNon prendere gol è un misto di concentrazione, disciplina e bravura. Parlo con la difesa il giusto. Sulle palle inattive devo dirigere io, per il resto comandano i centrali. Una sola insufficienza? Significa che i giornalisti sono degliamici… Scherzo. Io cerco di fare il mio lavoro al meglio e di far sentire al sicuro il reparto. Certo, mi fa piacere, sento la fiducia e gioco con continuità. E ho un ottimo preparatore, Brunner, conosce il suo mestiere. Atalanta, Empoli e Genoa? Tutte e 3 le partite hanno prodotto la vittoria, quel che conta. Sono state gare di sofferenza e ho fatto delle parate decisive: non posso sceglierne una”.

Un bilancio dei tre anni a Udine? “Ottimo. Siamo felici. La gente mi rispetta. E apprezzo Grado, Lignano, Tarvisio, Trieste. Mi sento in debito verso l’Udinese.Mia moglie aveva una gravidanza a rischio, doveva stare in ospedale negli ultimi 2 mesi, il tecnico di allora Stramaccioni e il d.s. Giaretta sono stati molto comprensivi e mi hanno concesso dei permessi. Non dimenticherò mai quello che hanno fatto. Una big? Un calciatore deve sempre rimanere coi piedi per terra. Questo mi ha fatto capire il calcio. Non devi mai svegliarti e sentirti un fenomeno e sognare di andare al Manchester”.

Colleghi più apprezzati? Non i soliti nomi: “Consigli del Sassuolo ha stile e trasmette serenità, Reina è di alto livello, come Handanovic. Attaccanti più forti? Klose. Si muoveva benissimo. Poi Tevez, Dybala e Higuain“. Capitolo Nazionale: “Abbiamo preso una lezione. Il nuovo tecnico Skibbe ci ha cambiato la testa e abbiamo capito che non potevamo più andare avanti così. Una grande città non si cambia con un clic, ma qualcosa si muove. Kone? è un giocatore vero, di personalità, qui non è riuscito a dimostrarlo e mi dispiace”. In chiusura d’intervistaKarnezis parla anche della rivelazione Fofana: “E’ forte, se ascolterà i consigli, diventerà un big”.

Redazione

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