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Tre volte vincitore, eppure criticato: lo United conquista l’Europa League, emblema di una stagione agrodolce

Partiamo da un assunto, una definizione. Tre titoli in una stagione, per qualunque squadra, sono un successone. Corollario: la dimostrazione precedente crolla se la squadra in questione è il Manchester United. Perchè in panchina ha un fenomeno campione di tutto e alcune delle stelle più brillanti del panorama calcistico europeo: le aspettative, quindi, sono per forza di cose alte. Molto, a volte ben superiori all’effettivo valore della rosa a disposizione. Dimostrazione: primo step. Eredità di van Gaal, subito il Community Shield contro il Leicester dei miracoli di Ranieri. Mou vs King Claudio, ex nemici a confronto: vince Mourinho, la decide lui, il vero re di Wembley. Zlatan Ibrahimovic.

Secondo step: la stagione non decolla, troppi pareggi (15 a fine campionato) e montagne di critiche. Per il gioco, per gli acquisti non reputati azzeccati (Paul Pogba viene considerato strapagato, Mkhitaryan parte a rilento e spesso in panchina), per un attacco che nonostante punte come Ibra, Rashford, Rooney, a fine stagione di gol ne segnerà appena 54. Certo, la difesa invece è un mantra mourinhano fin dagli esordi: 29 gol subiti, miglior difesa della Premier League. E a febbraio, di nuovo a Wembley, è di nuovo “Re Zlatan” a regalare un nuovo trofeo a Josè Mourinho. La Coppa di Lega, da trenta e lode, per lui e Mou, in quella notte di febbraio.

Terzo step: sesto posto, Ibrahimovic infortunato ed Europa League 2017/2018 conquistata sul campo, nonostante le critiche per i risultati ottenuti in campionato. Troppo poco, comunque, se sei lo United. Eppure…eppure c’è Stoccolma, ultima partita della stagione eppure crocevia fondamentale per la stagione che verrà. E che vedrà, finalmente, il Manchester United in Champions League. 0-2 all’Ajax, Pogba-Mkhytaryan, rivincita delle critiche agli acquisti estivi e l’Europa League è ora realtà. E il passato, con l’accesso alla fase ai gironi della prossima Champions acquisito di diritto con la vittoria della seconda competizione europea per club.

Tre ‘tituli’ mourinhani non bastano, quindi. Perchè per farsi amare dai media e dai tifosi inglesi, se alleni lo United, serve di più. Sempre di più. “Pogba non è un top player”, “Rooney gioca troppo poco”, “In difesa solo De Gea e Bailly”. I social (e non solo) come teatro dello sfogo contro il Manchester United. Che intanto fa tripletta: Community Shield, EFL, Europa League. Ma non è bastato ad evitare le critiche. CVD, come volevasi dimostrare.

Edoardo Marcarini

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