Il calcio è fatto di momenti. Di emozioni. Di scelte. A volte determinanti. Perché il bello di questo sport è che nulla è già scritto. Tutto può cambiare in un istante. Chi ama il calcio sa che più è alto il punto in cui si arriva e più forte sarà il dolore se mai si dovesse cadere. Un esempio sportivo, storico e lampante ce lo offre il Trapani. I granata sono arrivati a un passo dalla gloria nel 2016, quando hanno sfiorato la Serie A. Solo il Pescara in finale playoff ha fermato il sogno dei siciliani di raggiungere i massimi livelli del calcio nazionale.
La rete da centrocampo di Verre e il silenzio della curva granata rientrano in quei momenti in cui il calcio non è più solo uno sport. Diventa lezione di vita. Le lacrime di Serse Cosmi, sintomo di un sogno accarezzato ma mai tenuto tra le mani, sono un vivido ricordo nei cuori granata. Cuori che oggi, dalle ceneri del fallimento, possono tornare a battere all’unisono.
Dalla possibile Serie A nel 2016 al certificato fallimento nel 2020 il passo è breve. Il Trapani resta fuori dal calcio professionistico per l’intera stagione sportiva 20/21. Un dramma e un epilogo amarissimo per una piazza storica del calcio siciliano. Ma si sa, quando si tocca il fondo si può solo risalire. Dopo la ripartenza dalla Serie D ad aprile 2023 il presidente Marco La Rosa cede all’imprenditore romano Valerio Antonini le quote maggioritarie del club.
È un nuovo inizio per il club siciliano. La squadra allenata da Torrisi disputa una seconda parte di stagione di rilievo chiudendo al terzo posto in classifica e vincendo i play off. La nuova gestione targata Antonini getta finalmente le basi per un possibile ritorno nei Pro dei granata di Sicilia.
E dopo l’acquisizione l’aria che si respira è subito diversa a Trapani. Si percepisce l’entusiasmo di un ambiente che ha ritrovato la speranza e la consapevolezza. Anche grazie alla conferma di Alfio Torrisi in panchina e le dichiarazioni del suo presidente. “Arriveremo in Serie C, ho già il progetto per il prossimo campionato in Serie B” è il mantra che Antonini ha ripetuto incessantemente dall’inizio.
I granata hanno di nuovo fiducia nei propri mezzi e intravedono una luce più luminosa del sole che avvolge la città. Quella stessa luce di cui parla il patron granata in un’intervista in cui descrive il suo progetto: “A vederla da fuori, la gente si chiederà cosa sono venuto a fare a Trapani e io rispondo che qui vedo una luce, vedo grandi potenzialità”.
Le sensazioni positive si rivelano giuste. Il Trapani è artefice di una stagione da sogno, condita da 26 vittorie, 4 pareggi e nessuna sconfitta. 78 punti e il ritorno tra i professionisti. Dove una piazza come Trapani merita di stare. Numeri assurdi che certificano la bellezza di questo sport. Da Torrisi a Cocco, passando per Kragl. Quando i sogni battono gli algoritmi.
“Verso l’infinito e oltre” sembra essere il motto del numero uno granata, per il quale anche la Serie C sembra essere ‘già’ stretta: la testa, in parte, va già al nuovo obiettivo Serie B.
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