Categories: Interviste e Storie

​Trajkovski, la storia di una rinascita

“Don’t stop me now”. Sembra proprio questo il messaggio lanciato nelle ultime settimane da Aleksandar Trajkovski, un giocatore rinato in questa stagione che si sta trasformando in un’arma in più per il Palermo. Il macedone ha dimostrato di avere il piede ‘caldo’ trovando il gol sia contro la Cremonese che contro il Foggia nel successo per 2-1. Allo Zaccheria, però, la prestazione di Trajkovski è andata oltre alle aspettative, mettendo lo zampino anche nel gol del momentaneo 1-1 con un calcio di punizione teso che Camporese ha per sua sfortuna infilato alle spalle di Bizzarri. Due indizi importanti, adesso serve una nuova conferma. Quella forse definitiva.

I segnali sembrano essere quelli positivi, quelli giusti per cancellare un passato burrascoso di Trajkovski, sempre sul punto di fare il salto di qualità, ma mai del tutto incisivo. Una crescita di cui sta raccogliendo i frutti in questa stagione, grazie anche all’aiuto di Bruno Tedino. L’allenatore del Palermo è il primo a credere nel potenziale di Trajkovski, lo ha elogiato più volte in conferenza stampa e lo ha supportato nella scelta di prendere la maglia numero dieci. Un numero “pesante”, complice l’eredità che porta sulle spalle di Coronado, ma anche le tante meteore rosanero che hanno indossato quella maglia nel post Miccoli, da Joao Silva fino a Di Gennaro.

Trajkovski, inoltre, ha ritrovato un modulo in cui riesce a esprimere al meglio le proprie caratteristiche: il 3-4-2-1. Uno schieramento che gli consente di giocare a ‘briglie sciolte’, complice la presenza al suo fianco di Falletti che nelle prime due giornate è stato il ‘sacrificato’ di turno. D’altronde il macedone ha dimostrato di essere particolarmente ispirato: svaria su tutto l’attacco e non ha grosse responsabilità in fase di copertura. Tutti passaggi che hanno consentito di vedere in questo inizio di campionato uno dei migliori Trajkovski da quando veste la maglia del Palermo. E in casa rosanero sperano sia solo l’inizio.

A cura di Giovanni Mazzola

Redazione

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