A Carrara c’è un ragazzino che corre e segna come un grande e lo fa sotto gli occhi di due ‘grandi’ del nostro calcio come Tavano e Maccarone, quasi 400 gol in carriera in due. Giusto qualcuno. “Allenarsi con due attaccanti così è sicuramente un vantaggio. Mi danno tantissimi consigli. I più frequenti? ‘Non mollare’ o ‘lavora sempre al massimo’ anche quando non gioco così tanto”, dice Kevin, con voce timida. Ma andiamo nel dettaglio, partendo dal cognome: Piscopo. La carta d’identità dice 1998 e afferma che – dati alla mano – è il più giovane di tutta la Lega Pro per quanto riguarda il rapporto gol fatti-minuti giocati: 1 ogni 187. Otto totali in campionato, girone A. Tutti dedicati ai suoi genitori. “Sono tutto per me”. “E senza rigori ovviamente”, puntualizziamo noi. “Anche perché è dura battere un rigore quest’anno alla Carrarese, la concorrenza è altina” aggiunge Kevin, sorridendo. “Una volta, magari, chiedendo… chissà”. Ambizione. Voglia di arrivare lontano: il suo contratto è in scadenza e le richieste sono già parecchie. Determinazione, tanta. Ecco un esempio. “Ricordo ancora il provino che ho fatto al Genoa, quasi cinque fa. Un allenamento più una partitella dove ho giocato da… mediano! Quando mi han detto ’tu ti metti lì in mezzo’ non l’ho presa benissimo, ma ovviamente non mi sono tirato indietro. Proviamoci, perché no”. Il gioco – fatto comunque bene nonostante da fuori ruolo – è valso la candela: il Genoa s innamora di Piscopo. “Mi sono anche allenato un paio di volte in prima squadra. Chi mi ha impressionato di più? Sicuramente Perotti! Fa cose assurde con la palla. Ma anche Izzo. Mi ha marcato”. E ‘massacrato’. “Mi ha fatto capire che la Serie A non è uno scherzo”. Giusto. Da piccolo adorava Ronaldinho ma l’idolo di Kevin, oggi, è un altro blaugrana. “Messi è unico. Hai visto che punizione ha calciato in Champions? Mi auguro di andarlo a vedere dal vivo un giorno”. L’altro sogno si chiama Serie A. “Spero di arrivarci, magari in una grande squadra come la Juventus”. E dire che nel cuore di Piscopo, prima del calcio, c’era un altro sport. “Avrei voluto far pugilato! Mia mamma però non ha voluto, troppo pericoloso. Oggi però lo pratica mio fratello che ha 12 anni”. Scaramantico non è, Kevin, anche se un rito portafortuna ce l’ha. “Preferisco non svelarlo….”. Misterioso. Ma visti i gol evidentemente funziona. Per la gioia soprattutto della Carrarese che insieme ai due ‘grandi’ si gode un ragazzino davvero niente male.
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