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Il Torino torna a vincere: contro il Lecce finisce 1-0

Torino, Ché Adams (imago)

La squadra allenata da Marco Baroni ha ritrovato il successo grazie all’1-0 raccolto contro il Lecce di Eusebio Di Francesco

Il rumore del silenzio. Il Torino torna alla vittoria dopo quattro sconfitte consecutive, rimediate contro Udinese, Atalanta, Roma e Como, e lo fa allo stadio Olimpico Grande Torino, contro il Lecce, in un’atmosfera a tratti surreale. Dopo il pesante 6-0 subito a Como, la società granata aveva infatti deciso di mandare la squadra in ritiro in vista della sfida contro la formazione pugliese: una scelta forte che ha trovato risposta sul campo.

La gara è stata decisa al 29’ da Che Adams, bravo a raccogliere un cross di Nikola Vlašić e a firmare il gol dell’1-0. Una rete che ha permesso ai granata di ritrovare i tre punti e di salire a quota 26 in classifica.

Il clima sugli spalti, però, è stato insolito. Per lunghi tratti lo stadio Olimpico Grande Torino è rimasto avvolto dal silenzio, interrotto soltanto dai cori della tifoseria pugliese. Una situazione dovuta alla decisione del tifo organizzato granata, che nei giorni precedenti aveva annunciato la propria assenza allo stadio. Nonostante ciò, la squadra di Marco Baroni ha saputo reagire, mostrando compattezza e determinazione.

Il successo ha rappresentato anche l’occasione per far respirare il contesto granata ai nuovi arrivati. Baroni ha infatti lanciato Luca Marianucci nell’undici titolare, mentre nella ripresa ha concesso spazio anche a Matteo Prati, subentrato a Emirhan Ilkhan, e a Sandro Kulenović, entrato al posto di Duván Zapata. Una vittoria fondamentale, non solo per la classifica, ma anche per ritrovare fiducia e serenità in vista dei prossimi impegni contro l’Inter, in Coppa Italia, e la Fiorentina, in Serie A.

Davide Balestra

Nato nel 2000 a San Benedetto del Tronto. Di sangue metà pugliese e metà marchigiano ma con inflessione dialettale praticamente neutra. Figlio della Generazione Z, la stessa che ha partorito calciatori del calibro di Haaland, Vinícius Júnior o Tonali. Al tentativo di replicare le loro giocate sul campo di calcetto ho preferito il portatile o il microfono, quest’ultimo, da un po’ fedele compagno di viaggio. Poca retorica: le emozioni che trasmette un campo di calcio non sono quantificabili. E a me piace raccontarle, che sia attraverso una tastiera o una telecamera puntata in volto. Ansie, timori e paure fanno parte del percorso. Cerco di superarle con umiltà, virtù che, con il tempo, sto rendendo un mio mantra.

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