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Se lo schema viene da lontano: Longo e gli angoli, il dettaglio che cambia

Quando si vuole vedere la mano degli allenatori, bisogna vedere i dettagli. E se i dettagli sono macroscopici, la mano la notano tutti. Tre gol in due partite per il Torino di Moreno Longo: due di questi su angolo. Contro il Genoa finisce 3-0 e per i granata sono tre punti che mettono al riparo da ogni paura di retrocessione. L’allenatore, di fatto arrivato per salvare la squadra, può dire di essere a buon punto. E intanto sperimenta, recuperando vecchie abitudini che si porta dai tempi della Primavera.

Perché il primo gol contro la squadra di Nicola, quello che firma Bremer al 31’, è cosa che a Torino già si è vista. Il “trenino”, con 5 giocatori in fila in mezzo all’area per poi allargarsi al momento del corner, si vedeva già al “Don Mosso”, lo stadio di Venaria che ospitava la Primavera granata allenata da Longo. Batte Verdi, le maglie si allargano, il difensore di testa infila Perin.

È l’inizio di un percorso che vede arrivare in rete poi anche Lukic e Belotti (7 gol consecutivi, ha superato Immobile e Rizzitelli nella storia granata) nella ripresa, con due tiri da fuori. Esultanza e abbracci per la squadra, che ha la salvezza in tasca. E pensare che anche contro l’Inter, la rete è arrivata con una trovata simile: lì, quattro calciatori (Nkoulou, Izzo, De Silvestri e Ola Aina) da dentro l’area sono incredibilmente usciti. Tantissimi spazi e l'errore di Handanovic (rinnovo a un passo) a fare il resto.

In quella partita i punti non sono arrivati, con il Genoa per il Torino è andata meglio. “Sono qui per fare il massimo, e per crescereaveva detto Longo. Che manda Izzo in panchina (le parole di Vagnati) visti gli errori contro l'Inter, riprende vistosamente Verdi per non essere andato con abbastanza convinzione su un pallone a centrocampo, o che aspetta Lyanco al momento della sostituzione per parlargli faccia a faccia, facendogli capire il perché del campo. Non è nervosismo, è determinazione e una leadership sempre crescente. Anche un allenatore continua a imparare, come i giocatori. La crescita di Longo parte anche da qui.

Valentino Della Casa

Sportivo più da pc che da campo. Amo raccontare il calcio, dividendomi tra Torino e Milano. Ma amo anche la mia seconda casa: il mondo della scuola. Mi piacciono i casi unici, gli appostamenti, le notizie dell'ultimo secondo. Pubblicista dal 2011.

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