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Onorificenza per Igli Tare: riceve il titolo di “Cavaliere dell’Ordine di Skanderbeg”

Il direttore sportivo del Milan premiato a Tirana dal Presidente della Repubblica Begaj in occasione del centenario dell’istituzione dell’Ordine.

Riconoscimento istituzionale di alto profilo per Igli Tare. Il direttore sportivo del Milan ed ex attaccante ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine di Skanderbeg (Urdhri i Skënderbeut), una delle massime onorificenze della Repubblica d’Albania.

La cerimonia si è svolta a Tirana, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, tra cui il Primo Ministro Edi Rama e il Presidente della Repubblica Bajram Begaj, il quale ha conferito materialmente la medaglia.

Il titolo di “Cavaliere” gli è stato assegnato tramite il decreto n. 453, su proposta del capo del Governo, per premiare il contributo di Tare nell’elevare l’immagine dell’Albania a livello internazionale attraverso i risultati sportivi e la carriera dirigenziale.

L’evento assume una rilevanza particolare in quanto coincide con le celebrazioni per il centenario dell’Ordine: si tratta di un conferimento speciale, ripristinato in questa forma dopo un secolo e destinato a un numero ristretto di personalità che si sono distinte per meriti verso la nazione.

Le parole di Igli Tare dal palco

Nel suo discorso di ringraziamento, Tare è apparso visibilmente emozionato, sottolineando il legame indissolubile con le sue radici nonostante la lunga carriera svolta prevalentemente in Italia.

“È un onore molto grande per me, forse il più grande,” ha dichiarato Tare dal palco. Vengo da un mondo diverso e ho lavorato per tutta la mia carriera e la mia vita, soprattutto dopo aver lasciato l’Albania, per onorare in primo luogo me stesso e la mia famiglia, ma soprattutto la nazione albanese. Sono molto orgoglioso di aver raggiunto questo obiettivo, rappresentando al meglio il mio Paese”.

Igli Tare, Milan (Imago)

Tare ha poi concluso il suo intervento con un riferimento al suo futuro e al rapporto tra le due sponde dell’Adriatico: Mi sento ancora molto giovane e ho ancora molto da dare, non solo in Italia dove mi trovo e lavoro, ma spero un giorno anche per il mio Paese”.

Redazione

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