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Festa Südtirol con Casiraghi: Bisoli avanti grazie a esperienza e pragmatismo

Il pragmatismo non è solo il cholismo, il pragmatismo ha tante sfumature“, ci aveva detto qualche mese fa il ds Bravo. La sfumatura preferita del Südtirol, stasera, è l’esperienza. Al Druso di Bolzano, la squadra di Bisoli batte 1-0 la Reggina col gol di Casiraghi all’89’ e passa il turno preliminare dei playoff di Serie B: lunedì qui arriverà il Bari per la semifinale

La stagione “trionfale” – così l’ha definita Bisoli nel prepartita – prosegue da questo stadio pieno di entusiasmo, senza curve ma educato nell’accoglienza riservata ai circa 600 tifosi calabresi arrivati da Reggio per sostenere Inzaghi, alla ricerca di un’altra impresa dopo la conquista della settima posizione nel recupero dell’ultima giornata

Credits: FC Sudtirol (Bordoni)

Südtirol avanti grazie all’esperienza: in semifinale sfiderà il Bari

Ad andare avanti, però, è Bisoli. Pragmatico come pochi, anche nella partita più importante della stagione ottiene risposte positive dai suoi pilastri: il portiere Poluzzi, 35 anni, decisivo in più di un’occasione, soprattutto su una scivolata di Masiello alla metà del secondo tempo che poteva costare l’autogol e su Liotti nei secondi finali del recupero; ma anche Giovanni Zaro, difensore centrale di 29 anni, insuperabile nei primi quarantacinque minuti; Masiello, anche lui impeccabile dietro, capitan Tait, 30 anni, che organizza il centrocampo, e ovviamente il protagonista di giornata, Daniele Casiraghi, 30 anni, dalla Tritium al sogno Serie A, in gol a pochi minuti dal finale con un tiro a giro. Noto come “principino“, per una notte è re per i tifosi e i compagni. E dire che l’età media delle due formazioni iniziali era esattamente la stessa: 28,3 anni. Ma a fare la differenza, in una partita “sporca” e poco spettacolare, sono state le giocate difensive dei leader del Sudtirol, non quelle degli attaccanti con più qualità della Reggina. 

Credits: FC Sudtirol (Bordoni)

Programmazione” e “serenità” erano le due parole d’ordine con cui a marzo Bravo raccontava la squadra che stava stupendo tutti in Italia. Da neopromossa ed esordiente in B, con un budget non sconfinato e zero punti dopo tre giornate; un allenatore cambiato prima dell’inizio del campionato, un altro arrivato poco dopo, in corsa. Bisoli ha salvato il Cosenza proprio un anno fa, in questi giorni. Ora avrà tempo di ringraziare tutti, “a partire dai magazzinieri“. Ma solo per qualche giorno: si riparte lunedì, per un sogno ancora troppo grande ma incredibilmente vicino. 

 

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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