Attimi, ore, giorni di terrore. Purtroppo, non potrebbe essere altrimenti: il terrorismo sta prendendo sempre maggiormente piede in Europa, con gli attacchi alla Francia e, proprio ieri, al Belgio. E dopo diverse partite nel campionato belga, è stata annullata anche l’amichevole della Nazionale col Portogallo. Preso atto dell’accaduto, ora sono gli stessi giocatori militanti in Belgio ad alzare la voce. “Io non ero in casa, stavo andando all’ allenamento mattutino e mentre ero per strada ho appreso la notizia tramite una radio spagnola – Ha raccontato Matìas Suarez, attaccante argentino dell’Anderlecht a ‘El Chiringuito’ – Ho avuto paura e ho chiamato subito a casa per sapere se era tutto a posto e se dovessi andare a prendere mia figlia. Per la paura, è stato sospeso anche l’allenamento”.
Paura, certo, tale da decidere di non poter più continuare a giocare in un paese continuamente preso di mira dagli attentati terroristici: “Dopo ciò che accadde a Parigi la gente vive la quotidianità in modo diverso e in giro non si vedono molte persone: la gente per la paura non esce di casa. A Bruxelles c’è un quartiere in cui abitano molti johadisti. Non è per il paese, che è incredibile, e per gli abitanti del Belgio, che adoro, ma ho parlato con mia moglie ed il mio procuratore e, per la sicurezza della mia famiglia, abbiamo deciso che a giugno vorremmo lasciare l’Anderlecht per trasferirci in un paese più sicuro”.
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