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Suagher, fine del calvario: 180′ di fila in campo e “la voglia di fare qualcosa in grande con il Bari, la sconfitta di Chiavari è alle spalle”

“Posso dirlo, è l’inizio di una nuova vita professionale: sono contento, ma ora voglio recuperare il terreno perso negli ultimi anni”. Gennaio 2015-marzo 2017: 26 mesi dopo, Emmanuele Suagher è tornato a giocare due partite di fila dal primo minuto. Nel mezzo, un calvario di interventi al crociato, stop e ripartenze. Dal biancorosso del Carpi che aveva indossato nella stagione 2014/2015 conquistando il salto in A, a quello del Bari: buona la prima sette giorni fa contro il Brescia, meno positivo l’impatto sabato scorso a Chiavari, contro la Virtus Entella che ha inflitto un 2-0 che ha interrotto la serie positiva (sei partite senza sconfitte) degli uomini di Stefano Colantuono. “A livello personale sono contento, il fisico sta rispondendo bene e ho voglia di giocare-sorride Emanuele-purtroppo la partita di sabato non è andata bene, per me e per tutta la squadra. E’ stata una giornata no, che può capitare: il terreno può essere una scusante, ha influito per il rimbalzo del pallone e i tanti scivoloni presi. Però abbiamo perso sul campo, ci dovevamo adattare: ora guardiamo alla partita contro il Frosinone, fondamentale per noi”. Di capitale importanza per un Bari oggi a -9 dalla promozione diretta, e agganciato in quinta posizione dal Perugia. Suagher ha la ricetta giusta: “Sabato dobbiamo fare risultato, sarebbe fondamentale restare a -6 o -9”. Attendendo appunto Frosinone-Cittadella, in programma questa sera: “Un pareggio non sarebbe male” nicchia il centrale 24enne originario di Romano di Lombardia.

Da Catellani e Caputo, il duo che sabato ha messo in ginocchio il Bari, a Dionisi e Ciofani: “Sabato abbiamo commesso degli errori che non dobbiamo più ripetere-spiega Suagher-a noi è mancato qualcosina, loro invece hanno fatto la partita della vita. Sono calciatori più fisici, ma di alta classe anche loro. Ci dovremo adattare e in settimana prepareremo bene l’avventura. Noi sotto osservazione? No, Dobbiamo pensare da gruppo, non è una questione di singoli: abbiamo perso in 26, tutti devono dare il loro”. Testa alta e pedalare, questa la ricetta: “Non siamo certo diventati brocchi da un momento all’altro: noi stiamo pensando a qualcosa di grande e non sarà una sconfitta a fermarci. Ci serve un altro filotto positivo”. Con difesa blindata, possibilmente. Suagher, Moras, Capradossi e Tonucci: nel poker di Colantuono per allestire la coppia di centrali difensivi c’è “competizione, ma non ne soffriamo affatto”. La pressione non gli fa paura: “Deve essere uno stimolo. Abbiamo avuto 23mila tifosi lunedì scorso contro il Brescia, ma contro il Frosinone spero di vederne ancora di più“. Sognando l’impresa, quella che l’Atalanta, squadra che l’ha lanciato e oggi accarezza i piani alti della classifica: “Stanno facendo qualcosa di incredibile: se la stanno giocando per la Champions League ed è una cosa che accade poche volte nella storia di una società. Sono felice per loro”.

Luca Guerra

Nato un anno prima della caduta del Muro di Berlino, mi piace rompere gli schemi dell'informazione. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista pubblicista, scrivo quando e in ogni modo possibile: il sedile di un treno o il banco di un fast-food sono ottime scrivanie alternative. Il giornalismo la passione di una vita, il calcio come stella polare di questa passione.

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