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Storia dell’Empoli, uomo di Corsi: l’eterno vice Martusciello, dal ‘no’ al Napoli alla panchina azzurra

Stagione 1997/98. Minuto 90 di Fiorentina-Empoli, l’1-2 degli azzurri lo firma lui: Giovanni Martusciello. Prima (ed unica) vittoria dell’Empoli al Franchi, un gol che in un lampo entra nella storia. Una storia che era cominciata tanti anni prima ad Ischia: lì il Presidente Corsi andava in vacanza, lì trovò questo ragazzo non più giovanissimo ma dai piedi buoni che pensò bene di portarsi dietro ad Empoli. Tornò con Martusciello come dal mare si può tornare con un souvenir, non poteva sapere (ancora) che avrebbe rappresentato presto un pezzo di storia azzurra. Non sono soltanto i 4 anni dalla C alla A con l’Empoli, le presenze o i gol a pesare, è soprattutto tutto ciò che Martusciello ha rappresentato per la città. Da calciatore prima, da uomo poi.

Lui, allievo di Spalletti, ex centrocampista diventato poi attaccante esterno a tutto campo. Ha le sue idee di calcio ma soprattutto un carattere ed una personalità che nella sua vita hanno sempre fatto da collante, da garanzia di continuità e tranquillità. Sarà (anche) per questo che Fabrizio Corsi stravede per lui e ha deciso affidargli l’Empoli del dopo-Giampaolo. Il presidente fece di tutto un anno fa per tenerlo al Castellani, lui – uomo della società e della città – disse no al Napoli per rimanere in Toscana. Sarri lo voleva con sé come trait d’union, per aiutarlo a trasmettere la propria filosofia nella nuova esperienza.

Lo ha fatto invece per Marco Giampaolo, “fondamentale” per dare continuità alla squadra dopo gli anni d’oro di Sarri. Cuscinetto imprescindibile tra squadra, società e tifosi. Dicono che scegliere lui vorrebbe dire spolverare le cassette di un anno fa: stesso modulo, stessa filosofia, stesse idee di gioco. Lavoro metodico e continuo, instancabile ricerca della perfezione e dei dettagli. Solo che adesso tocca a lui, da solo, in un ruolo tutto nuovo: Corsi gli ha consegnato le chiavi dell’Empoli. Perché per l’Empoli Martusciello ha sempre fatto e dato tutto, dalle giovanili fino a diventare “eterno” vice della prima squadra.

Forse non più così “eterno”, perché quest’uomo di Ischia di 44 anni, che tutta Empoli e tutto l’Empoli ama, è pronto a fare il salto più grande della sua vita. Anche se sono pochi metri, dalla panchina all’area tecnica. Anche se probabilmente arriverà la deroga per farlo allenare anche senza patentino. Perché fino a pochi mesi fa non avrebbe mai pensato di fare l’allenatore, adesso però l’orizzonte è cambiato. “Dall’Inferno al grande calcio” disse di se stesso, e allora Giovanni Martusciello adesso è pronto per trattenere, un’altra volta, l’Empoli in Paradiso.

Redazione

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