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Spence: “Conte non era mai contento, ha distrutto la mia fiducia”

Djed Spence, Tottenham (Imago)

L’ex Genoa ha parlato dell’allenatore pugliese, con cui ha lavorato al Tottenham

Dal mezzo flop al Genoa alla rinascita al Tottenham: la carriera di Djed Spence ha subito una grande svolta in meno di un anno.

Se lo scorso anno durante il prestito in Italia l’esterno non giocava molto, quest’anno con Postecoglou sta invece ricevendo tanta fiducia.

Fiducia che, a detta sua, è mancata nel periodo in cui ad allenare gli Spurs è stato Antonio Conte. Un allenatore che ha segnato molto il suo percorso di crescita, più in negativo che in positivo.

Il laterale classe 2000 ne ha parlato più nel dettaglio al podcast Rio Ferdinand Presents.

Le parole di Spence su Conte

Prima di tutto, Spence ha parlato di come si è sentito appena arrivato al Tottenham: Non ho provato una bella sensazione. Quando sono arrivato al Tottenham ero in grande forma, ero sicuro di me ed eccitato. Poi mi sono ritrovato come a sbattere contro un muro di mattoni ed essendo giovane la cosa ha distrutto un po’ la mia sicurezza”.

Dopodiché, sempre su Conte ha dichiarato: “Mi chiedevo cosa stessi facendo e questo perché qualunque cosa facessi quell’uomo non era mai contento. Anche se facevo la cosa giusta mi chiedevo se effettivamente fosse così, perché lui non è un tipo che fa complimenti. Si arriva ad un punto nel quale hai bisogno di una parola di una conferma da parte del tuo allenatore, ma io forse ho avuto una sola conversazione con lui”.

Antonio Conte (Imago)

“Conte era molto ripetitivo”

E per concludere, lo ha invece messo a confronto con Postecoglou: “Conte era molto ripetitivo, facevamo letteralmente la stessa cosa ogni giorno. Con Postecoglou le cose sono un po’ diverse, lui cambia ogni giorno. Sono stato vittima del fatto di essere stato troppo umile. A volte devi semplicemente esprimerti”.

“Quando sono arrivato al Tottenham ho dato un po’ troppo rispetto ai giocatori e a tutto l’ambiente. Arrivato dal Forest e mi legavo ad uno dei club più importanti della Premier League. Non ero me stesso, ho visto grandi nomi come Kane e Son e non volevo pestare i piedi a nessuno. E’ stato forse il mio più grande errore, ma direi che oggi le cose sono cambiate. Non ho tempo da perdere, le cose devo andarmele a prendere”.

Redazione

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