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Fulham, finalmente l’eroe della Terra Santa. Solomon: dal “no” al City alla fuga dalla guerra

In Fulham-Wolverhampton c’è un prima e un dopo Manor Solomon. Nel P.S. la squadra di Silva soffre come aveva fatto poche volte in questa straordinaria stagione. Nel D.S. il Fulham torna a giocare come sa fare. Tutto grazie a Manor Solomon che spacca la partita e segna il gol del pareggio. Passano quattro giorni, e Solomon segna anche in FA Cup contro il Leeds. Dopo aver saltato metà stagione, i Cottagers possono godersi l’eroe dalla Terra Santa. 

Il momento d’oro dell’israeliano coincide con l’infortunio di Mitrovic. Per un leader che esce, ne sboccia un altro. L’ex Shakhtar aveva saltato la prima parte di stagione per infortunio al ginocchio. Ora ha segnato tre gol consecutivi, di cui uno decisivo nello scontro diretto per l’Europa contro il Brighton di De Zerbi. “Sono dispiaciuto per il risultato ma molto contento per lui”: così aveva commentato l’italiano che con Salomon è legato a doppio filo da qualcosa che va oltre il calcio, oltre tutto. L’esperienza in Ucraina e la fuga dalla guerra non si dimentica facilmente.  

 

Ma entrambi si sono ripresi grazie alla Premier. E Manor lo ha fatto in grande stile: l’ultimo israeliano a segnare per tre partite consecutive in Inghilterra era stato l’ex Liverpool e Tottenham Ronny Rosenthal. E ora, con il quarto gol, ha superato anche una leggenda del calcio mediorientale come Rosenthal. L’aria del Tamigi sta iniziando a ispirarlo. Lui che con l’acqua è andato sempre d’accordo. 

Acqua e basket

Infatti i suoi genitori, entrambi insegnanti di educazione fisica, possiedono anche il patentino nautico. La loro passione per la navigazione regala a Solomon il nome Manor, che in ebraico indica il bastone posto sotto la vela che guida la direzione della barca. Lui che il percorso sportivo ci ha messo un po’ per trovarlo. Da piccolo giocava sia a calcio, dove già faceva vedere un talento innato, che a basket, dove però per la sua piccola statura non riusciva a farlo sfondare. Dopo una pesante “sconfitta”, decide di puntare definitivamente sul calcio.  

Il classe ‘99 entra nel suo primo vivaio professionistico quando ha 8 anni. Mentre un anno dopo arriva al Maccabi Petah Tikva, dove rimane per 11 anni. Una vera e propria bandiera del club nonostante avesse solo 20 anni quando lascia il club. 

Manchester City? “No”. Poi il gol al Bernabeu e il Fulham

Dopo esser stato inserito nella lista della Uefa per i migliori 50 prospetti, lo prende lo Shakhtar Donetsk nel 2019 dove, come già detto, incontra De Zerbi. Solomon sceglie gli ucraini dopo aver rifiutato il Manchester City. L’israeliano ha confessato al Guardian di aver avuto un colloquio con loro, ma che all’epoca voleva solo giocare, e non stare in panchina.

La Champions è il suo terreno di caccia: gol contro il Real Madrid al Bernabéu dopo aver segnato il primo contro l’Atalanta. La stessa squadra che nell’estate del 2021 aveva provato a portarlo a Bergamo. Dopo quella terza stagione con lo Shakhtar, iniziano a soprannominarlo il Messi israeliano. Il solito paragone. Lo scoppio della guerra però mette a dura prova la sua carriera. Rimane fermo per oltre 6 mesi in una situazione terribile. Scappa prima in Polonia per poi tornare in Israele. 

 

 

In estate c’è l’offerta del Fulham. La Uefa aveva già concesso ai giocatori di club ucraini di lasciare la propria squadra. E Solomon se ne va in Inghilterra, dopo il tentativo anche del Torino a maggio. Trasferimento agevolato anche dal suo passaporto portoghese, ottenuto grazie alle origini lusitane della dinastia di cui fa parte, i Sephardi. Con 1.7 milioni di sterline diventa il giocatore israeliano più pagato al mondo. Un inizio non facile, che però non ha impedito all’eroe della Terra Santa di conquistare Craven Cottage.

Filippo Rocchi

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