“Be quiet, please!”. In tribuna non si parla, almeno quando giocano i bambini. È questa la novità che è stata istituita in Inghilterra lo scorso weekend dalla FA per dare un altro (l’ennesimo) segnale forte. Silenzio dunque, oppure applausi, quelli sì. Perché gli adulti devono essere i primi a dare l’esempio ai loro figli evitando schiamazzi ed intemperanze fuori dal campo.
Così, nell’ultimo fine settimana, è stato lanciato il ‘Silent Weekend’, per evitare, come successo più volte in passato, di vedere intemperie sugli spalti o bambini in lacrime, dopo essere stati bersaglio di insulti di genitori avversari. Silenzio certo, nei confronti dei ragazzi dai 10 ai 16 anni e non solo. Nessun consiglio ad allenatori e dirigenti, e soprattutto niente cattive parole verso il direttore di gara.
E pensare che, per enfatizzare questa iniziativa, in molti campi sono stati addirittura distribuiti fogli con una lista di “Do’s and Don’ts”(cose da fare e cose da non fare). Insomma, rispettare gli atleti sin dalla giovane età ed incoraggiarli a pensare con le loro teste prima di tutto. E se qualcuno dovesse infrangere le regole? Semplice: verrà allontanato dal campo prendendo una sanzione disciplinare che gli impedirà di tornare a vedere il proprio figlio per il resto della stagione. Qualcosa di decisamente poco conveniente…
Tommaso Turci (@TommasoTurci)
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