Una stagione eccezionale, quarto posto nel girone A di Serie C e la semifinale playoff. Tanto (non) è bastato per un binomio, quello tra l’Arezzo e Alessandro Dal Canto che potrebbe sciogliersi, su richiesta di quest’ultimo che dopo l’eliminazione contro il Pisa ha chiesto la risoluzione contrattuale alla società (vincolo in essere fino al 2020 con opzione 2021).
Dalla favola alla richiesta di addio, tutto in dodici mesi. Di questi tempi, un'estate fa, il direttore generale Ermanno Pieroni, deus ex machina del ‘miracolo’ Arezzo decideva di puntare su di lui per la ‘stagione della ripartenza’ dopo la salvezza dell’anno prima.
E la scelta, nel corso dei mesi, si è rivelata davvero azzeccata. Calcio dinamico, bel gioco, valorizzazione dei tanti giovani. Una favola, insomma. Che per tutto l’arco della stagione si è sempre attestata nelle primissime posizioni del girone A, dietro soltanto alle ultra quotate Entella, Piacenza e Pisa.
Poi, dieci giorni fa, dopo la bruciante sconfitta dell’Arena Garibaldi, la richiesta d’addio dello stesso Dal Canto. Voglia di cambiare aria, sirene di mercato e richiesta di risoluzione contrattuale.
L’Arezzo prende subito posizione: c’è un contratto in essere, nessuna risoluzione. Chi vorrà Dal Canto dovrà pagare un lauto indennizzo per liberarlo. Un idillio bello e vincente, forse destinato a finire…
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