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Il derby umbro secondo gli ex Camplone e Pochesci: “Vale una stagione”

Quando si affrontano Perugia e Ternana, è una partita che vale una stagione“; “lo percepisci da inizio settimana, fra sfottò e tensione: non è una partita come le altre“. Andrea Camplone e Sandro Pochesci sanno bene a cosa andranno incontro i loro colleghi Alvini e Lucarelli questa domenica, quando il derby umbro andrà in scena al Renato Curi di Perugia. I padroni di casa ci arrivano forti di 26 punti che valgono il nono posto, gli ospiti sono tredicesimi con 22

Camplone ha vissuto da allenatore due derby, terminati entrambi in parità, alla guida del Perugia, fra il 2014 e il 2015. Soltanto uno quello di Pochesci, nel 2017, un pareggio (1-1) con qualche rimpianto. “Terminò con un rigore più che discutibile assegnato dopo il novantesimo. Ma i nostri tifosi ci applaudirono: avevano apprezzato il nostro sforzo e il nostro gioco, nonostante fossimo terz’ultimi. Tra l’altro, lo stadio era interamente occupato da loro: i tifosi perugini non vennero, non ci riconoscevano come avversari, dato che per la prima volta al derby ci presentavamo come “Ternana Unicusano“. Conservo un ricordo molto bello di quel match: era anche il mio primo derby nel calcio “vero”. Sotto alla Serie B, io non parlo di calcio, per me è “pallone“.

 

 

Lo stato di forma

Per Pochesci, la frase “i derby non si giocano, si vincono”, “andrebbe abolita. Nei derby serve giocare, e bene, oltre che vincere. E poi molto sangue freddo. Il derby può portarti dalle stelle alle stalle e viceversa: ne sa qualcosa la Ternana che dopo aver vinto 3-2 a Perugia qualche anno fa inanellò molti risultati negativi e retrocesse.” Camplone si augura “che tra le due tifoserie vada tutto bene, siamo anche sotto Natale…“. L’ex allenatore del Perugia ritiene che ad affrontarsi siano “due delle squadre più in forma del campionato di Serie B: mi aspetto una gran bella partita, aperta e intensa“.

 

 

Di Lucarelli, Pochesci apprezza il coraggio e la proposta: “Oggi in Italia pensano tutti a vincere 1-0, a conservare il risultato e difendersi. La sua Ternana è anche in grado di segnare 5 gol in una partita, come contro il Vicenza: non è facile, soprattutto in B. E poi la Ternana gioca sull’uno contro uno, in velocità, e punta sui dribbling: insomma, l’essenza del calcio, che oggi in Italia vediamo sempre meno valorizzata, mentre in Europa è decisiva. Io penso che l’allenatore oggi sia molto sottovalutato: se perde, si dice che è colpa sua, e non si considerano magari le responsabilità di una società che ha investito meno del necessario. Lucarelli, che purtroppo non conosco personalmente, è un buon allenatore, e ha molti meriti: da fuori dà l’impressione di essere un vero condottiero“.

Per Camplone, Alvini ha portato esperienza, e “un calcio efficace, che non va molto per il sottile, tra verticalizzazioni, attacchi alla profondità e inserimenti da dietro. La posizione in classifica del Perugia, a ridosso di squadre più quotate in partenza, come Cremonese e Cittadella, mi sorprende“. 

Obiettivi

Sugli obiettivi a medio-lungo termine della Ternana, Pochesci è molto sicuro: “Non mi sorprenderebbe un posizionamento nelle prime 8, alla fine di questa stagione, anche se ora parte dietro. E poi in 2-3 anni si potrebbe fare il salto in Serie A: il patron Bandecchi è molto ambizioso, non s’accontenta mai.” Camplone ritiene che il Perugia viaggi già al di sopra delle aspettative iniziali:Vederlo davanti a corazzate come Frosinone, Spal, Parma, mi sorprende molto, in positivo. Penso che l’obiettivo del presidente sia una salvezza tranquilla, ma mai dire mai, nel calcio e soprattutto in B.”

Gli apprezzamenti per i due allenatori attuali sono bipartisan. Pochesci ha condiviso con Alvini il corso per allenatori di Coverciano: “Un allenatore emergente, ma già molto bravo“. Camplone riconosce a Lucarelli i meriti di un campionato, quello di Serie C dello scorso anno, di portata eccezionale: “E adattarsi in questa stagione alla nuova categoria non era facile, ma dopo le iniziali difficoltà ce la sta facendo“.

 

 

La tattica

Sulle chiavi tattiche del match, Pochesci punta sul 4-2-3-1 di Lucarelli “anche se non mi sorprenderebbe un cambio di strategia, con la Ternana che si mette a specchio del Perugia con un 3-5-2 o un 3-4-2-1. Occorrerà limitare soprattutto gli esterni, fondamentali nel loro gioco: Lisi e Falzerano sono spesso decisivi. Mentre i giocatori chiave di Lucarelli saranno Falletti e Donnarumma, che non a caso in Coppa Italia a Venezia ha riposato“. Camplone punta su De Luca: “è un giocatore che mi ha impressionato, quando l’ho visto dal vivo: è fisico, lotta, si fa in quattro, e poi la butta dentro; in attacco mi piace molto anche Matos. Ma nel Perugia conta molto anche il lavoro di Burrai, il metronomo della squadra, e di Segre, un buon giocatore. Nella Ternana, squadra piena di giocatori di categoria, non sottovaluterei Pettinari, che è un attaccante di razza, che in settimana è tornato al gol, e che gol.” 

Il pronostico

Per Pochesci “la Ternana, quanto a fase offensiva, è nella top-3 del campionato di Serie B: anche quando ha perso contro le più forti del campionato, lo ha fatto giocando bene e proponendo“. Camplone si aspetta un “leggero vantaggio del Perugia: quella curva, al Curi, fa la differenza“. Sul pronostico, invece, Poschesci non si sbilancia: “Rischierei di farmi influenzare dal tifo. Il mio motto è “giocare, dominare vincere”. Ma una vittoria per 1-0 con un autogol al 95′ non mi farebbe certo storcere il naso…

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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