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Un’altra torre a Pisa: esordio con gol per Torregrossa

L’utlimo anno e mezzo di Ernesto Torregrossa si potrebbe descrivere con una canzone di Francesca Michielin: Dentro al silenzio di una chiesa al rumore del mercato a Marrakech“. Guarda caso il titolo del pezzo è “La Serie B”.

Il Pisa, nell’ultimo mercato di gennaio, l’ha riportato nel campionato in cui aveva dimostrato di poter essere grande. Da giovane lo paragonavano a Luca Toni ma con l’Hellas Verona, sua prima squdra tra i professionisti, non è mai riuscito a dire la sua. Prima il Crotone, poi il Trapani. Ma è con il Brescia che è riuscito a dare il meglio, Al Rigamonti in tre stagioni sono arrivate 27 reti, coronate con la promozione del 2019 in Serie A.

E anche lì l’attaccante di Caltanissetta non si è di certo tirato indietro: nonostante la retrocessione, sono arrivate le sue prime 7 reti tra i grandi. Ma grandi per davvero. E allora perchè non provare qualcosa di nuovo? Continuare a sentirsi grande? La Sampdoria  è l’occasione giusta per confermarsi ad alti livelli. Claudio Ranieri lo fa esordire contro l’Udinese al posto di un certo Fabio Quagliarella e lui segna il gol vittoria dopo appena venti minuti. Un gol bellissimo, tra l’altro, di testa, che a molti avrà fatto ricordare proprio Luca Toni.

L’entusiasmo inziale, però, si spegne: Ernesto non sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo gol con i blucerchiati. Troppi infortuni fanno calare il silenzio sulla esperienza di Genova e con D’Aversa gioca solamente 106′ minuti. Troppo pochi per uno come lui. E allora ecco il Pisa, la scelta giusta per tornare a vivere quel brio che 385 giorni gli mancava: il gol (1-1 il finale nella trasferta contro l’Alessandria), arrivato su calcio di rigore. 

 

Un’altra volta segna all’esordio, contro l’Alessandria. E se l’ultima volta non ha portato bene, con la squadra di D’Angelo non è vietato sognare: la Serie A non è un’utopia e Torregrossa diciamo che se ne intende. Insomma, dal silenzio di Genova al rumore di un mercato Marrakech, o meglio, al rumore dei turisti sotto il simbolo della città ecco Ernesto, un’altra Torre a Pisa. Con la speranza che il rumore dei festeggiamenti ci possa essere per davvero a fine stagione.

Andrea Molinari

Nato a Verona nel 1998, il mio primo ricordo vivido legato al calcio è Shevchenko che sbaglia un rigore contro il Bayern Monaco. Grazie a lui (e anche a Kakà) da piccolo mi sono innamorato del pallone. Ma lui non lo sa. Sì, perchè ho giocato anche, purtroppo senza risultati. Nato attaccante, sono finito a fare il terzino: di solito succede a quelli con i piedi quadrati. Oggi provo a dimostrare questo amore scrivendo.

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