Interviste e Storie

Il Senegal trionfa in una finale di Coppa d’Africa folle: Gueye riscrive il destino

L’esultanza del Senegal (IMAGO)

Continua il tabù Coppa d’Africa per il Marocco: Gueye fa impazzire il Senegal nei tempi supplementari e riscrive il destino

Un finale semplicemente folle, per una partita già nella storia della Coppa d’Africa. Il Senegal trionfa a Rabat contro i padroni di casa del Marocco al termine di 120 minuti dall’alto tasso emotivo, soprattutto a partire dagli ultimi istanti dei tempi regolamentari. Ma andiamo con ordine.

È il 99′ quando l’arbitro Ngambo fischia un discusso rigore per il Marocco, per la gioia di tutto il popolo di casa, pronto a far partire la festa. La Nazionale di Pape Thiaw, però, non ci sta: è proprio il CT a invitare la propria squadra ad abbandonare il terreno di gioco in segno di protesta nei confronti della decisione dell’arbitro. Seguono dieci minuti d’interminabile attesa, prima del rientro in campo dei Leoni di Teranga, con Sadio Mané a invitare i compagni di squadra a proseguire a giocare gli ultimi minuti di partita. È proprio in quegli attimi, però, che il destino decide di cambiare il corso degli eventi. Mendy para il penalty di Brahim Diaz, restando fermo nel tentativo di cucchiaio da parte del trequartista del Real Madrid, che scoppia subito in lacrime. Passano ancora pochi minuti, prima che il destino si rovesci completamente.

Pape Gueye nei tempi supplementari diventa l’eroe di Rabat, battendo Bounou (ancora una volta tra i migliori del Marocco), con un tiro che diventa imparabile per il portiere dell’Al Hilal. C’era anche il centrocampista del Villarreal cinque anni fa, quando il Senegal si laureava Campione d’Africa per la prima volta nella sua storia, anche in quel caso con Mendy decisivo dagli undici metri, parando il rigore decisivo a Mohanad Lasheen.

Corsi e ricorsi storici, per un popolo che torna a fare festa. È la vittoria anche di Pape Thiaw, arrivato dalle parti di Dakar per sostituire una colonna della Nazionale senegalese dopo 9 anni. Diciassette partite da CT per prendersi il primo trofeo, perdendo solo un’amichevole contro il Brasile a novembre.

Pape Gueye si mette il mantello

Un sinistro già nella storia del Senegal. Ci pensa Pape Gueye a riportare la Coppa d’Africa a Dakar cinque anni dopo, segnando il centesimo gol nella storia dei Leoni di Teranga in questa competizione. Forse il più importante e il più atteso.

Dopo aver fatto tutta la trafila nelle Nazionali giovanili della Francia, giocando nella Nazionale U18 anche con Guendouzi e Moussa Diaby tra gli altri. Poi la scelta di rappresentare il Senegal, recitando un ruolo fondamentale in questa Coppa d’Africa: la rete nei tempi supplementari è la sua terza in questa edizione, dopo la doppietta decisiva contro il Sudan agli ottavi di finale. È lui l’uomo del destino, l’uomo della storia per i Leoni di Teranga.

Brahim Diaz (IMAGO)

La Coppa d’Africa di Brahim Diaz finisce in lacrime

Il pallone nelle mani di Brahim Diaz, in quella che sarebbe potuta essere l’ultima azione della Coppa d’Africa, sembrava essere la chiusura perfetta di un cerchio, al termine di un’edizione chiusa da protagonista. Un cucchiaio che difficilmente il classe ’99 riuscirà a togliersi dalla mente, con le lacrime che hanno rigato il volto dell’ex Milan sin dai secondi immediatamente successivi.

Cresciuto anche lui in Europa, come Pape Gueye, il Marocco non è riuscito a spezzare la maledizione che dura da mezzo secolo. Quello del 1976 rimane l’unico trionfo dell’attuale Nazionale di Regragui: non basta il calore del pubblico di casa a sfatare il tabù. La festa del Senegal è già cominciata.

 

 

Lorenzo Renna

Nato durante i Mondiali di Corea, lo stesso giorno di Frank Lampard. Ci ho provato prima da calciatore e poi da arbitro, ma ho presto capito che a me lo sport piace raccontarlo più che viverlo in campo. Studio Economia e Azienda Digitale, ma parlo 24 ore su 24 di calcio.

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