Gol normali, mai. D’altronde ha la 10 sulle spalle, non ci si può aspettare una giocata comune. Quella normale, facile, perché l’estemporaneità, la spettacolarità di una girata, valgono di più. Anche (e soprattutto) per lui, Paulinho. Con la 10 sulle spalle.
Si rompe Mokulu e allora la decide proprio lui, al rientro dall’infortunio. Cross di Almici, stop e girata in porta. E la Cremonese vola a 26 punti, sotto i colpi da fenomeno del brasiliano. Il destro a giro di Chiavari, la rovesciata col Perugia e ora la perla a tre dallo scadere contro lo Spezia. Per l’esplosione dello Zini, finalmente una vittoria che mancava dal 2-3 di Foggia. Con la Cremonese che si riprende i tre punti, con Paulinho che regala l’ennesima perla di una stagione a singhiozzo. Colpa degli infortuni, perché il talento c’è. E si vede.
Nel post partita, poi, il pensiero al compagno di reparto infortunato: “E’ un ragazzo d’oro, gli auguro una guarigione veloce perchè è veramente un bravo ragazzo”. Uomo squadra, capocannoniere (proprio insieme a Mokulu), uomo copertina. Uomo mercato? “Non ci penso, ringrazio la Cremonese che mi ha riportato in Italia e penso solo alla mia squadra”. I tifosi possono dormire sonni più tranquilli: Paulinho, quello dei gol (mai) banali, sarà ancora grigiorosso.
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