"Il Perugia non si vende. O, quanto meno, lo venderei solo alle mie condizioni". Massimiliano Santopadre parla ai microfoni di TeF Channel e, dopo le ultime news riguardanti il tentativo di una finanziaria italo-maltese di rilevare i Grifoni, fa chiarezza sul futuro della società.
"Qualche giorno fa ho ricevuto una chiamata da Gaucci, mi ha chiesto di incontrare Canovi: pensavo fosse per parlare di qualche calciatore. Invece, si sono presentati con un mandato di una finanziaria maltese che voleva il Perugia. Il giorno in cui cederò questa società, sarà per la gioia mia e dei tifosi, perché sarà arrivato il momento di fare spazio a qualcuno in grado di far crescere questo club. Il Perugia dopo Santopadre deve avere una faccia, un volto, un imprenditore, aziende serie e delle garanzie"
"Rispetto gli uomini, Gaucci e Canovi, ma sono offeso e arrabbiato per quello che hanno fatto. Avrebbero fatto bene a rimanere zitti, invece di alzare polveroni a dieci partite dalla fine del campionato. Alessandro ha detto tutto e il contrario di tutto, inizialmente che avrebbe fatto solo da interlocutore e poi che si sarebbe occupato pure della parte sportiva. Non ho niente contro di lui, sia chiaro, e se domani dovesse chiamarmi sono disponibile per un chiarimento".
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