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Dalla Samp alla Samp: la prima volta di Torregrossa

Sette tocchi e il primo gol. Un impatto straordinario, quello di Ernesto Torregrossa nella Sampdoria. Diciannove minuti gli sono bastati per segnare il primo gol con la maglia blucerchiata, una rete fondamentale nella vittoria in rimonta per 2-1 contro l'Udinese.  Nato in provincia di Caltanissetta, in Sicilia, ma con sangue venezuelano nelle vene visto che papà Lirio è nato e cresciuto a Calabrozo, in Venezuela. Era dal 2017 che nella Sampdoria non segnava un debuttante: quel giorno l'autore fu un altro bomber, Duvan Zapata.

"Vai, entra e gioca come sai". Poche parole quelle usate da Ranieri per dare indicazioni a Torregrossa prima del suo ingresso in campo. Informazioni recepite nel migliore dei modi da un calciatore che si è subito integrato nel migliore dei modi nell'ambiente Samp, travolto dai compagni subito dopo la rete.Un gol significativo perché Torregrossa non segnava in Serie A dal 1° agosto 2020, ultima giornata del campionato 2019-2020. L'attaccante vestiva la maglia del Brescia e segnò proprio alla Samp di Claudio Ranieri nel 1-1 finale. Dalla Samp alla Samp, da rivale ad alleato

 

"È stato bellissimo – le prime parole di Torregrossa dopo il match a Dazn – Siamo stati bravi a pareggiare subito, poi siamo riusciti a mettere pressione all'Udinese e Augello ha messo un pallone perfetto dove c'era scritto soltanto "push". Sono contento della vittoria perché dopo la sconfitta di La Spezia ci voleva questo risultato".

L'ottimo impatto da una parte e la vicinanza ai compagni dimostrata anche con gli incitamenti dopo il momentaneo svantaggio: "È tutto merito dei miei compagni che mi hanno accolto benissimo, non mi aspettavo questo entusiasmo nei miei confronti. Spero di dare una mano a questa squadra forte che merita tanto. Essere sempre positivo è il mio carattere. Il mister mi ha detto: 'Vai, entra e gioca come sai'. Sono contento di questo risultato". Il primo gol in blucerchiato, quello che Torregrossa spera possa essere il primo di una lunga serie.

 

Giovanni Mazzola

Siciliano, classe '96, cresciuto a pane e calcio...di provincia. Il mio primo ricordo è Corea-Italia del Mondiale 2002, non ho fatto in tempo per il golden gol di Trezeguet del 2000. Passione e curiosità sono le mie parole d'ordine: senza queste non avrei mai fatto il giornalista. Pubblicista dal 2018.

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