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Sampdoria, stagione da incubo: tre retrocessioni in tre categorie

Stagione shock per la Sampdoria a tutti i livelli: sono arrivate tre retrocessioni in una sola annata

Non è bastato il ritorno degli storici ex per salvare la Sampdoria dal baratro della retrocessione in Serie C. Complice lo 0-0 contro la Juve Stabia allo stadio comunale “Romeo Menti” di Castellammare, i blucerchiati retrocedono in Serie C per la prima volta nella loro storia.

È psicodramma Sampdoria, che chiude la stagione con 41 punti, non riuscendo a qualificarsi per i playout che verranno disputati tra Frosinone e Salernitana. Ma non solo.

Se la la Prima Squadra è in Serie C per la prima volta nella sua storia, infatti, nel frattempo erano già retrocesse anche le altre squadre del club.

Giovani in Primavera 2, Women in Serie B. Fare peggio di così era possibile? Difficile da pronosticare a inizio anno. Certo è che ai nastri di partenza della prossima cadetteria i blucerchiati non ci saranno.

Stagione da incubo per la Sampdoria

La Sampdoria chiude la stagione peggiore di sempre centrando la terza retrocessione su altrettante squadre professionistiche. Non solo i “grandi”, bensì anche i più giovani e la squadra femminile. Tutte insieme. Un fallimento totale, a tratti assurdo, e sicuramente impronosticabile che getta cattive luci sul futuro della società.

Alberico Evani, allenatore Sampdoria

È l’ultima retrocessione, quella rimediata con lo 0-0 contro la Juve Stabia, a essere la più pesante da digerire. Quella della prima squadra guidata da Alberico Evani. Non è infatti bastato nemmeno il suo ritorno e quello di altri gloriosi ex degli anni d’oro (Lombardo e Mancini) per trovare quella svolta che sembrava possibile dopo la prima vittoria. Piangono i ragazzi al fischio finale, protesta la tifoseria doriana, festeggia quella genoana. Tre squadre, una stagione, tre retrocessioni. Si conclude la stagione più difficile della storia della Sampdoria.

Simone Bianchi

Classe 2002, nato nel Varesotto. Cresciuto tra un record del mondo di Michael Phelps e un tackle difensivo di Vidić. Qualche soddisfazione tolta nel nuoto, meno nel calcio. Per riassumerla in breve, come dice Ligabue: “Nato senza i piedi buoni”. Ora inseguo quel sogno, diventato obiettivo, di raccontare lo sport a tutto tondo, per trasmettere quelle emozioni che mi hanno cresciuto fin da bambino.

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