Tempo di derby della Lanterna. All’andata il mattatore fu Muriel, che nell’intervista rilasciata a Il Secolo XIX ha parlato così in vista della partita di domani contro il Genoa: “Il derby d’andata fu una serata magica che non dimenticherò mai. Le mie giocate sono tutte fatte grazie all’istinto, non studio neanche i difensori avversari sui dvd perché non vorrei essere condizionato ed è fondamentale la libertà. È una partita a sé anche se noi stiamo sicuramente bene. È la partita di club più affascinante che abbia mai giocato nella mia carriera insieme al derby di Cali tra Deportivo e America”. Ormai, il colombiano è celebre per i suoi numeri e sul web impazzano i video: “Non lo sapevo, me l’ha detto mia moglie. In realtà ho iniziato tardi anche perché prima giocavo da punta centrale e mi muovevo meno. Quando ho scoperto queste mie caratteristiche ho iniziato a sfruttarle. Da ragazzino guardavo e riguardavo le azioni di Ronaldo e Ronaldinho, che resta il mio punto di riferimento. C’è una giocata di Dinho ai tempi del Barça contro l’Athletic, a volte mi viene in mente e vorrei farla – continua Muriel -. Anche se un’altra nostra arma è il lancio lungo di 60 metri di Viviano seguito dal mio stop, ha un calcio molto potente e lo sfrutto. E poi c’è il tunnel, una mia arma. L’unico che si è arrabbiato è stato Cesar del Chievo, dicendomi che se l’avessi rifatto… Ma io questi numeri non li faccio per mancare di rispetto, ma perché mi danno un vantaggio in campo. Non vedo il terrore negli occhi degli avversari ma quando mi giro e non c’è nessuno e stanno ad aspettarmi capisco che sono preoccupati. Se accorciano invece, vogliono impostarla diversamente. Resto freddo emotivamente, quando prendo botte lo capisco. Anzi, mi caricano ancora di più. Intimidire è tipico del calcio sudamericano ma con me non funziona”. Su chi lo marcherà domani: “Burdisso è esperto e in campo si fiuta la sua presenza, ha malizia e gli piacciono i duelli. Izzo è uno dei migliori difensori italiani, è rapido, bravo a marcare e giocare la palla. Munoz mi ha sempre fatto soffrire tantissimo e non è semplice superarlo. Sarà dura ma sono pronto”. Infine, sugli allenatori che l’hanno aiutato in carriera: “Giampaolo mi ha dato grande fiducia, a patto che mi impegni anche a difendere. Anche con Zenga avevo libertà, senza dimenticare Cosmi. A differenza di Guidolin ad Udine”.
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