Giornata di parole oggi in casa Sampdoria, con il Director e CEO Area Footbal Jesper Fredberg e il Direttore Sportivo Andrea Mancini che questa mattina hanno incontrato la stampa nel del centro sportivo di Bogliasco, per analizzare e commentare il mercato invernale dei blucerchiati. Un mercato che ha visto partite dieci giocatori e arrivarne altrettanti.
Il ds Mancini ha esordito dicendo: “Mercato all’insegna della rivoluzione? Per prima cosa vorrei ringraziare Fredberg, il presidente e la proprietà perché penso che abbiano dimostrato attaccamento alla Sampdoria facendo investimenti importanti. Io non la chiamerei rivoluzione: ci siamo accorti in questi cinque mesi iniziali che la squadra aveva bisogno di aiuto, crediamo di aver fatto un buon mercato, poi sarà il campo a parlare. Siamo soddisfatti, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Siamo intervenuti in maniera all’inizio anche celere e questo ci ha aiutato a guardare gli ultimi giorni con un po’ più di tranquillità“.
Tranquillità che ha portato a Genova nelle ultime ore del mercato, con un lavoro durato settimane, Nicholas Pierini: “La carriera di Pierini parla da sé, porta qualcosa che a noi mancava davanti. È un giocatore di categoria forte, é un giocatore che il Sassuolo ritiene importante e quando c’è una trattativa in ballo non è facile trovare subito un accordo. Ringrazio il Sassuolo per aver permesso di poter portare a termine questa operazione”. In prestito con diritto. “Viti prestito secco? “Vero, ma questo non vuol dire che per lui come per gli altri arrivati con questa formula non possa poi continuare a fine stagione. Era opportuno in questo momento fare un prestito secco, poi a fine stagione sarà nostro dovere sederci col Nizza per capire”.
Dagli arrivi alle partenze, sull’addio di Altare rientrato a Venezia e poi in prestito al Pescara. Il ds ha detto: “Quella di Altare è stata una cessione difficile, è un ragazzo fantastico, è stato fuori nove mesi e aveva bisogno di giocare, è stato deciso insieme di dargli l’opportunità di giocare”. Tornando alle entrate: “Martinelli? Ci siamo resi conto che avevamo bisogno di un portiere, anche se Ghidotti quando chiamato in causa ha fatto bene. Abbiamo puntato su Martinelli, ragazzo giovane ma tra i portieri giovani più forti d’Europa. Poi sarà il campo a dire se abbiamo visto bene”.
Mancini ha aggiunto: “Esposito è un giocatore che anche il primo anno volevo portare qui, un giocatore di categoria superiore, il miglior centrocampista della B e per me può fare la A. Dispiace per l’infortunio, sembra stia recuperando bene e che i tempi si possano accorciare. Per quanto riguarda gli attaccanti, adesso abbiamo due punte (Coda e Brunori) che in due negli ultimi anni di B hanno fatto credo più di cento gol. Siamo intervenuti nel reparto perché abbiamo notato delle difficoltà nella finalizzazione. Questa è la nostra idea, poi come detto sarà il campo a parlare, ma siamo fiduciosi. Brunori partito con qualche difficoltà? Crediamo tanto in Matteo, negli ultimi tre anni ha segnato quasi 50 gol. Che non sia il Brunori che uno è abituato a vedere, é arrivato da poco, a Palermo stava giocando poco. Per me é una questione di tempo, a me nelle ultime gare è piaciuto, io sono contento di Matteo”. Sulle voci di un possibile addio di Coda. “Massimo non è mai stato sul mercato, é il nostro capocannoniere, c’é massima fiducia in lui, nessuno ci ha mai chiamato”.
Sulle difficoltà di Pafundi in questi primi mesi di Sampdoria e il rendimento altalenante di Barak Mancini ha dichiarato: “Su Simone noi crediamo tanto, ha qualità importanti. Dipende da lui, io ci parlo quasi tutti i giorni. La fiducia rimane intatta, la competizione – sono arrivati giocatori nuovi nella sua zona di campo – fa poi parte del calcio. Ma se continua a lavorare e migliorare, visto che può farlo tanto, ripeto dipende da lui. La fiducia è intatta da parte di tutti. Barak non è mai stato un uscita, è un giocatore sul quale crediamo. É arrivato in estate da Firenze dove era fuori rosa, aveva bisogno di rimettersi in forma. Nelle ultime dieci giornate se non sbaglio ci ha portato 7-8 punti, il suo contributo lo ha dato. Che poi ognuno compreso io possa fare di più é sicuro, ma sono contento dell’apporto che ha dato Antonin”. Passando a Gregucci e allo staff. “C’è fiducia totale da parte di Jesper e mia in Gregucci e nello staff. Abbiamo lavorato in sintonia sul mercato, crediamo di aver dato loro a disposizione una rosa con meno lacune rispetto a quando sono arrivati. Non pretendo di più solo da loro però, ma da tutti e anche da me stesso, perché se siamo qui é perché non abbiamo fatto bene qualcosa. L’obiettivo è salvarsi il prima possibile e pensare domenica dopo domenica”.
Su Conti sicuro di giocare alla Samp anche nei prossimi anni, dopo il rinnovo firmato nei giorni scorsi fino al 2030: “Siamo contenti di Francesco, è cresciuto alla Sampdoria, è riuscito ad affermarsi in prima squadra. I prossimi quelli di Diop e Casalino? Crediamo tanto in loro, mi posso sbilanciare che su tutti e due siamo vicini alla chiusura, poi nel calcio si sa che finché non si firma, ma posso essere positivo che nei prossimi giorni venga definito tutto”.
A chiudere un messaggio ai tifosi: “Non non mi piace fare promesse, anche io sono tifoso e soffro, ma sono sicuro che con l’impegno e col lavoro ne usciremo. Ce la metteremo tutta per uscire velocemente da questa situazione, questo mercato lo dimostra, perché è una situazione pesante. Vivere due anni così non é semplice”.
Fredberg ha analizzato il mercato invernale: “Mercato fatto guardando anche al futuro? Sicuramente, era importante mandare un segnale di costruzione anche a lungo termine. Esposito è l’esempio di questo segnale. C’è poi anche l’equilibrio nel trovare giocatori affamanti e giocatori che siano qui in modo permanente”. Sugli errori fatti sul mercato in estate: “L’esperienza di questa estate è stata difficile, abbiamo iniziato tardi a lavorare, la preparazione non é stata facile. Sicuramente non abbiamo fatto bene come dovevamo, era importante rafforzare velocemente la squadra, anche il messaggio della proprietà è stato essere aggressivi ed è quello che dovevamo fare e che abbiamo fatto. Se oggi porterei un approccio diverso al mercato estivo? È sempre più facile dare giudizio dopo che le cose sono successe, oggi conosco meglio club e squadra e così è più facile avere un’organizzazione migliore. E stata un’estate difficile, una delle più difficili anche della mia carriera, il passato non si può cambiare. La risposta è stata in questa finestra di mercato, nella quale abbiamo deciso di intervenire in maniera aggressiva per sistemare qualcosa che non stava andando”.
Sul nuovo arrivato Brunori e su Barak: “Brunori è un grande giocatore, ci sono grandi aspettative, sta allo staff ora trovare la posizione migliore e a lui stesso adattarsi. Abbiamo aspettative alte su tutti, credo che anche Barak abbia aspettative alte su sé stesso. Il nostro lavoro é creare una squadra competitiva, che possa alzare la competitività tra i giocatori. Rinforzata anche la Primavera? Christian (Puggioni) e il settore giovanile hanno fatto un buon lavoro sul mercato, era importante rinforzare la Primavera, dare opportunità ad Andrea di avere giocatori da portare in Prima Squadra, rafforzare la squadra e la mentalità vincente settore giovanile”. Sulla possibile squalifica di Gregucci e Foti: “Se siamo pronti all’evenienza? Abbiamo un piano per tutti gli scenari, speriamo ovviamente di evitare la squalifica dei nostri allenatori, il piano A è che non vengano squalificati”.
Tornando al mercato, sulle buonuscite date ad alcuni giocatori che hanno lasciato Genova: “É sempre una negoziazione per ogni giocatore per capire anche se c’è la volontà di rimanere, senza entrare nel dettaglio di ogni situazione. Abbiamo dato qualcosa per l’uscita di alcuni giocatori, per far entrare qualcosa. Poi ovviamente sei in una situazione migliore in fase di negoziazione se stai andando bene in classifica, diversamente se le cose non stanno andando come devono”. A chiudere un messaggio ai tifosi. “Per noi la Sampdoria non è solo una società, vogliamo dare indietro qualcosa ai nostri tifosi. É una situazione che influenza tutti, anche no. Vogliamo che i tifosi siano orgogliosi di essere tifosi della Samp”.
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