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Ronaldo il Fenomeno: “Io e Cristiano figli del gol. Juve-Inter? Dico che…”

Il Fenomeno e Cristiano, Ronaldo e Ronaldo. Uno brasiliano, l’altro portoghese, mostri sacri del pallone uniti dal Derby d’Italia. Lo storico ex, il Fenomeno, e il fuoriclasse attuale, Cristiano. Proprio il brasiliano, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato delle differenze tra loro due.

“L’età, anzitutto.
Nove anni di differenza, differenti
gli anni in cui abbiamo
giocato. Il calcio è cambiato in
fretta recentemente, e cambia
sempre più in fretta. Non voglio
dire che ai “miei tempi”
fosse più difficile: però abbiamo
affrontato situazioni molto
diverse e con squadre diverse. Poi l’impatto con il campionato
italiano. Io avevo vent’anni,
avevo già detto abbastanza con
il Psv e il Barcellona,
ma non
tantissimo, sicuramente
non tutto:
ero ancora un
progetto di campione,
o perlomeno
così mi
sentivo. Cristiano
è arrivato in
Italia a 33 anni,
nel pieno della
sua maturità di
giocatore. Anzi,
di campione fatto
e finito”.

“Ecco, appunto. Cristiano per
la Juve è un enorme valore aggiunto,
ma non avrebbe mai scelto la Juve se non avesse calcolato
di arrivare in una delle
squadre più forti d’Europa. Io
quando scelsi l’Inter avevo una
missione molto meno immediata
di quella di provare a vincere
subito la Champions. Me
la diede Moratti: far diventare
l’Inter una grande squadra,
aiutarla a tornare ai livelli della
squadra di suo padre. E un po’
più grande, soprattutto a livello
di immagine, era diventata”.

“Il peso della sfortuna sulla
carriera di un giocatore non è
quantificabile. Però, bisogna
dare a Cristiano quello che è di
Cristiano: se è arrivato a 33 anni
così non è sicuramente un
caso, un semplice dono di natura.
Credo ci siano pochi giocatori
al mondo ad avere una
simile attenzione per la cura
del proprio fisico, una voglia
così feroce di migliorare anche
grazie all’autodisciplina”

Poi il Derby d’Italia: “Non è facile per l’Inter, e non c’è
bisogno che lo dica io. La Juve
è molto forte,
più forte di tutte
le altre, e sta succedendo
quello
che era prevedibile
già a inizio
campionato. Anche
se non immaginavo
una
fuga così già a dicembre. L’Inter sta recuperando un po’
di terreno, ma piano piano.
Quando sarà definitivamente
fuori dal financial fair play, potrà
accelerare. Un paragone
Moratti­-Zhang non ha senso,
hanno per forza un modo di vivere
l’Inter diverso, ma in una
cosa sono sicuramente uguali:
Suning non ha meno voglia di
vincere”.

L’intervista integrale sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

Redazione

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