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Roma sontuosa, Chelsea letale: 3-3 spettacolare a Stamford Bridge

Alla fine i rimpianti sono colorati di giallorosso. Chelsea e Roma pareggiano per 3-3, ma da Stamford Bridge chi esce con l’amaro in bocca è certamente la squadra di Di Francesco. Padrona del campo per lunghissimi tratti di gara, ha messo alle corde il Chelsea di Conte. Sempre il pallino del gioco in mano, ma ancora non così matura da gestire la gara. Due errori individuali hanno portato due gol al primo tempo e la non abitudine ad amministrare al pareggio finale. Ma i giallorossi ci sono andati vicino. L’anima slava della Roma stava per realizzare l’impresa della stagione. Espugnare lo stadio dei Campioni d’Inghilterra. Kolarov-Dzeko, praticamente fratelli fuori dal campo e stasera leader e trascinatori della Roma londinese. Il primo grazie al gol della speranza al primo tempo, dopo l’avvio shock con il doppio svantaggio Chelsea firmato David Luiz e Hazard e Dzeko con una doppietta da campione assoluto. Hazard ha spento i sogni di conquista, ma la Roma vista a Stamford Bridge è una squadra vera. Un top team, così come chiesto da Di Francesco alla vigilia. “Voglio una reazione dopo la sconfitta di Napoli”. E la squadra ha risposto presente, soprattutto dal punto di vista psicologico dopo un 2-0 che avrebbe ucciso chiunque.

Ma la stella più brillante questa sera è stata quella di Edin Dzeko. Una prestazione mostruosa del bosniaco. Decimo gol in stagione, primi due al Chelsea in carriera e una leadership all’interno della Roma sempre più marcata. Oggi la Roma di Di Francesco è Edin Dzeko. I due gol di Stamford Bridge sono il manifesto della sua fiducia, della sua consapevolezza. Rimarcata dalla nomination al Pallone d’Oro, ma ogni partita confermata dai numeri e dai gol. Questa sera la terza doppietta della stagione. Prima un gol al volo di sinistro, poi un colpo di testa in mischia su punizione. Gol britannici, gol da calcio inglese. Ma soprattutto gol da bomber di razza. Ormai nessuno ha più dubbi. La Roma dopo Batistuta ha il suo cannoniere. Che segna e trascina. Anche con il carisma, spesso nascosto. Il doppio urlo sotto al settore dei tifosi giallorossi è da leader assoluto. Da campione “nel momento migliore della carriera”. L’aveva detto alla vigilia. Questa sera l’ha confermato con la cosa che sa fare meglio: i gol.

Marco Juric

Aspirante scriba, si avvicina al calcio giocato grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.

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