José Mourinho è tornato a parlare a Gameplan-a.com, un portale di Adidas. L’allenatore portoghese ha toccato diversi temi: dal ruolo dell’allenatore, alla vittoria della Champions League col Porto e non solo.
Sul ruolo di allenatore, Mourinho è stato molto chiaro: “Nel 2000 quando ho lasciato il Barcellona ero consapevole di essere pronto per allenare e non potevo tornare indietro. Io ho fatto esperienze con Sir Bobby Robson e con Van Gaal e ai miei assistenti dico sempre: dovete fare di tutto per il vostro capo, come ho fatto io”.
L’allenatore portoghese si è poi soffermato sull’importanza delle lingue: “Non è possibile essere un top allenatore senza sapere più lingue. Ormai ci sono giocatori di diversa nazionalità dentro lo spogliatoio e devi avere empatia e capacità di comunicare”.
Infine sulla Coppa UEFA e la Champions League vinta col Porto: “Quella era una squadra con un solo giocatore di livello che era Vitor Baìa. Poi c’ero io, un allenatore molto giovane, e tanti ragazzi che venivano da altre squadre portoghesi. Nessuno si aspettava nulla – ha continuato l’allenatore della Roma – e fu una vera sorpresa vincere la Coppa UEFA. L’anno successivo, poi, vincere la Champions è stata una conseguenza”.
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