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Roma, Fazio: “Monchi? Lo conobbi a 19 anni: è stata la svolta della mia carriera”

Monchi-Fazio, di nuovo insieme. Ieri è arrivata l’ufficialità, Monchi sarà il nuovo direttore sportivo della Roma e ritroverà il difensore argentino dopo tre anni. Fazio è uno dei tanti colpi di mercato del dirigente spagnolo, che viene raccontato dal numero 20 giallorosso attraverso il sito ufficiale del club.

La prima volta in cui ho conosciuto Monchi avevo 19 anni” – attacca Fazio – Erano gli ultimi giorni di mercato di gennaio 2007 ed ero appena atterrato a Siviglia: sarebbe stata la svolta della mia carriera. Ero un ragazzo che fino a quel momento aveva giocato soltanto nella Serie B argentina e con la Nazionale Under 20. Venne a prendermi in aeroporto. Mi spiegò perché si percepiva tanta tensione in città: ci sarebbe stato il derby di Coppa contro il Betis il giorno dopo. Firmai il contratto appena arrivato in sede. Mi confessò come mi aveva scoperto: arrivò a me grazie a un suo collaboratore che mi aveva visto giocare con la Nazionale Under 20. Imparai a conoscerlo col tempo. Era molto presente al centro sportivo. Ogni giorno veniva sul campo di allenamento a guardare il lavoro della squadra”.

Che rapporto ha Monchi con le sue “scoperte”? “Con i calciatori ha un ottimo dialogo. Non parla molto al gruppo nello spogliatoio, ma preferisce intrattenere discorsi individuali con i suoi giocatori. Dopo il mio trasferimento in Inghilterra restammo in contatto: venne lui a Londra per trattare con il Tottenham il mio ritorno in Andalusia, dove poi ho giocato altri sei mesi. Penso che finora abbia fatto un lavoro straordinario. Non è facile far crescere un Club come il Siviglia in quel modo. È un grande professionista e il suo lavoro è stato fondamentale per la vittoria di cinque trofei europei così importanti come l’Europa League.”

Cosa devono aspettarsi a Roma dal dirigente spagnolo? Fazio è sicuro, farà grande la Roma: “Senza dubbio darà il suo contributo per fare questa Roma ancora più grande. Si ambienterà presto, anche perché il modo di vivere il calcio che c’è in Italia è molto simile a quello che c’è in Spagna: anche lì c’è tanta pressione da parte dei tifosi, che vogliono vincere. E spero che lui possa aiutarci ad alzare qualche trofeo”.

Redazione

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