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Dzeko: “Liverpool, se ci ripenso divento matto. Futuro? Felice a Roma”

La carta d’identità che dice 32, il vizio che rimane sempre il solito: fare gol. Passano gli anni, non la voglia di Dzeko. Che in questa stagione segna pochissimo in campionato, tanto in Champions. Cinque reti in altrettanti match, una macchina da guerra. Un po’ come l’anno scorso: “Se questi alla Roma sono stati i miei anni migliori? In Champions League sicuramente sì – le se parole al mensile Four Four Two l’anno scorso abbiamo raggiunto la semifinale con un percorso pazzesco, ho segnato 15 gol in tre anni e mezzo, solo due in meno di una leggenda come Totti. A proposito, sarebbe meraviglioso se fosse più giovane e se potesse giocare ancora. Tutti, in coppia con lui, farebbero moltissimi gol”.

Già, la Champions. Che l’anno scorso per la Roma è stata indimenticabile. Prima la rimonta pazzesca sul Barcellona, poi la semifinale persa con il Liverpool: “La rimonta contro i blaugrana è stata unica. Mai visti così in difficoltà. Ho cominciato a crederci dopo il rigore di De Rossi, poi l’Olimpico è diventato una bolgia. Il gol di Manolas infine ci ha permesso di tagliare un traguardo che in pochi avevano raggiunto nella loro carriera. Insieme alla vittoria della Premier con il City e alla qualificazione al Mondiale con la Bosnia, questa è stata la più grande soddisfazione della mia carriera”.

Non solo gioie, però: “Ho tantissimi rimpianti per la sfida con il Liverpool. Pensare di aver segnato sei gol senza essere riusciti a qualificarci per la finale mi fa diventare matto. Nella gara di andata abbiamo commesso troppi errori e loro ci hanno punito. Dovevamo ragionare maggiormente sui 180′”. La missione adesso è quella di riprovarci. Arrivando un giorno, chissà, ad alzare quella coppa al cielo, proprio come Shevchenko: “Il mio idolo. Da ragazzo guardavo la Serie A e la mia squadra preferita era il Milan”.

Ma prima di arrivare in Italia Dzeko ha scritto pagine importanti anche in Premier: “Il miglior campionato al mondo – ribadisce – lì ci sono i giocatori più forti, il ritmo è diverso, non esistono partite facili e ci sono sei squadre che possono vincere il titolo. Sono stato quattro anni e mezzo al City, vincendo dei trofei che mancavano da tantissimi anni. È stato un periodo speciale della mia carriera. Futuro in Inghilterra? Non ci penso, ho un anno e mezzo di contratto e sono felice di essere qui e di giocare nella Roma. Vedremo, non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro. Ma a Roma sto molto bene. Mi sembra di essere arrivato ieri, invece sono passati quattro anni. Ci sono stati alti e bassi, ma sono felice di giocare in Serie A”.


Redazione

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