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Roma, Di Francesco: “Non cerchiamo alibi, non posso essere contento di quello che stiamo facendo”

Sconfitta cocente per la Roma nel posticipo casalingo con il Milan, che chiude una settimana in cui i giallorossi erano già caduti in campo internazionale nella sfida di Champions League con lo Shakhtar Donetsk. Nel post partita Eusebio Di Francesco ha analizzato la gara partendo dal momento complicato dei suoi e degli obiettivi da conquistare nelle prossimi impegni decisivi: “Dobbiamo chiedere di più, altrimenti cerchiamo sempre alibi e giustificazione. La squadra ha fatto bene nel primo tempo anche se con poca qualità, dopo il gol tuttavia ci siamo disuniti, giocavamo in due tronconi mentre il Milan ha giocato da squadra tutta la gara. Quello che avevamo fatto di positivo in passato ora non riusciamo a ripeterlo, anche in Champions c’eravamo disuniti dopo un ottimo primo tempo. In ogni caso abbiamo tutte le possibilità di arrivare nelle prime quattro e giocarci la qualificazione con lo Shakhtar”.

Una Roma che deve ritrovare la qualità del gruppo e delle individualità: “Il concetto di squadra è fondamentale nel mio calcio, l’attenzione nella partita viene a mancare e siamo al di sotto delle nostre qualità. Qualche individualità è venuta mano, il Milan ha fatto bene ma dovevamo stare più attenti sulle giocate di Suso e Cutrone, l’avevamo preparata in settimana. La Roma non ha fatto la stessa partita tra primo e secondo tempo, abbiamo dimostrato di non essere una grande squadra. Sul gol dell’1-0 c’è prima un errore dei centrali, dovevamo scappare prima. Poi bisognava difendere con l’uomo, Manolas poi doveva correre verso la porta e anticipare l’avversario”.

L’allenatore giallorosso pretende qualcosa in più dai suoi uomini, senza però nascondere i suoi errori: “Non posso essere contento della prestazione della squadra, di quello che stiamo facendo e della partita di questa sera. Poi non è giusto puntare il dito contro qualcuno, si faranno delle analisi all’interno e pretenderò un atteggiamento di maggior responsabilità. Gli allenamenti li facciamo con ottima intensità, però non riusciamo a riportarli a livello mentale nelle partite. Si dice che la Roma non ha la tenuto, ma a Udine siamo cresciuti nella ripresa. Quindi il problema non è fisico, ma mentale. Porto avanti un metodo da anni, a Sassuolo ho avuto grandi risultati. Se Perotti non sta bene, non porta palla per tutto il campo. Cosa concettualmente sbagliata, ma si vede che fisicamente ha qualcosa da dare”.

Redazione

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