Daniele De Rossi è uno dei reduci da Germania 2006, ancora presente nella Nazionale di Giampiero Ventura ben 11 anni dopo. Un’avventura con la maglia azzurra che potrebbe concludersi proprio in un’altra edizione del mondiale, quella dell’anno prossimo in Russia. Sul suo futuro, carriera e sulla Roma si è espresso così in conferenza stampa lo stesso giallorosso, cominciando dalla sua chiacchierata con Buffon: “Abbiamo parlato due minuti io e lui. In queste giornate hanno dovuto raccontare e spiegare la stessa partita, ricordando pensieri non belli. Gufare? Non lo scopriamo adesso, sarebbe stato uguale pure con un’altra squadra italiana. Il fatto che ci siano sempre loro aumenta l’odio… odio è sbagliato, rivalità fra tifoserie. Io la vivo diversamente. Quando ero ragazzino sono andato a vedere Ajax-Juventus all’Olimpico e tifavo per l’Ajax. Cresci così, mio padre non era un tifoso sfegatato… Ho visto amici con le lacrime agli occhi, Buffon avrebbe meritato di vincerla non solo per la Champions ma per il pallone d’oro”. Da Buffon a Spalletti, ormai suo ex allenatore: “Mi dispiace, è un allenatore a cui sono legato, è molto forte. Spero non lo faccia vedere all’Inter, sarà una rivale per la piazza d’onore o forse anche per qualcosa di più. Non vedermi all’Inter non mi fa effetto, non ci sono mai stato. Sarebbe stato particolare vedermi con una maglia di un altro colore. Avrò 34 anni tra un paio di mesi ma sono sicurissimo, che potrò essere un giocatore importante per il Mondiale, già arrivarci significa avere una grande condizione fisica. Se penso al 2020, 37 anni, bisogna essere realisti con noi stessi. Roma e l’Italia sono casa mia, se ci sarà bisogno sarò sempre presente. Se parlo con i miei amici davanti a una pizza, orientativamente, il Mondiale sarà l’ultima esperienza in nazionale. A oggi è il mio ultimo contatto con la Roma”. E Intanto De Rossi continua a battere record: Per me è un onore immenso superare Zoff, l’ultima volta raggiungevo il portiere e non ho terminato il match, ma adesso c’è Zoff, poi Pirlo, parliamo di mostri sacri del calcio italiano”. E infine chiusura sulla Roma: “Mi auguro che ci sia una continuità sia da parte della guida tecnica che da parte di quella societaria. Spero che la Roma continui su questo livello, anche se poi dipenderà anche dal prossimo allenatore. Il nostro lavoro è anche capire cosa vuole l’allenatore, non c’è esigenza di prendere qualcuno di simile a Spalletti”.
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