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Il ‘Semillero de los Campeones’, il Más Monumental e una storia ricca di passione: Inter, ecco il River Plate

Rispetto e unione: queste sono le due caratteristiche che legano River Plate e Inter

Inter e River Plate. Due squadre dal blasone unico. Unite da storia e una (grande) tradizione calcistica. Le due società, il prossimo 26 giugno, si sfideranno al “Lumen Field” per la terza giornata del girone E del Mondiale per Club.

Ma chi troverà l’Inter davanti a sé? Di certo una società blasonata. Una delle più rinomate nel panorama del calcio sudamericano. Basti pensare che nel febbraio del 2023 ha deciso di rinnovare il Más Monumental, con uno stadio che è pronto ad accogliere un massimo di 84.567 spettatori. Rinnovamento per il futuro. E un rispetto reciproco con l’Inter, una delle società più forti d’Europa.

Il rapporto tra le due squadre cresce di giorno in giorno. Basti pensare che alla fine dello scorso anno Javier Zanetti, ex calciatore e oggi vicepresidente dell’Inter, era a Buenos Aires per partecipare a un forum sul calcio femminile. Ma non finisce qui: lo stesso argentino, infatti, di recente ha condiviso dei bei momento con il presidente del River Plane, Jorge Brito, durante il sorteggio per la Coppa Del Mondo. Passione, calore e senso di appartenenza. Un legame forte è quello che lega il River Plate con la città di Milano, sponda nerazzurra.

Ma non finisce qui. Perché la squadra argentina lavora tanto sui giovani. Basti pensare al ‘Semillero de los Campeones’, un’accademia molto famosa dalla quale sono partiti diversi campioni del calcio odierno. Qualche nome? Basti pensare a Julián Álvarez dell’Atletico Madrid o Enzo Fernández del Chelsea.

Enzo Fernandez con la maglia del Chelsea (Imago)

Da Enzo Fernandez a Exequiel Palacios: il River Plate lancia talenti

L’ultimo a mettersi in luce con la Nazionale maggiore è stato Giuliano Simeone, attaccante dell’Atletico Madrid. Dal River Plate sono partiti diversi campioni, basti pensare ai 14 calciatori che hanno vestito la maglia della nazionale argentina che son nati tra 1989 al 2002. Da Lucas Orban all’ex Milan e Lazio Matteo Musacchio. Passando per Germán Pezzella, Ramiro Funes Mori, Rogelio Funes Mori e Roberto Pereyra. O ancora: l’ex Roma Erik Lamela, Matías Kranevitter, Manuel Lanzini, Guido Rodríguez, Lucas Ocampos, Giovanni Simeone, Lucas Martínez Quarta, Emanuel Mammana e Lucas Boyé. In questa lista rientra anche Gonzalo Montiel che con il suo calcio di rigore segnato nella finale del Mondiale del 2022 ha consegnato la Coppa del Mondo alla squadra di Lionel Scaloni. Exequiel Palacios, Facundo Medina, Julian Alvarez, Enzo Fernández, Lucas Beltrán e Giuliano Simeone.

E ancora: notate qualcosa di familiare tra questi nomi e il risultato della gara tra l’Argentina e il Brasile dello scorso 26 marzo, valevole per le qualificazioni ai mondiali? Dei quattro gol realizzati dal Más Monumental – ancora una volta con i biglietti esauriti – tre portavano il sigillo da giocatori passati dal River: Julián, Enzo e Giuliano Simeone, tutti allenati nel “Semillero”.

Redazione

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