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Rincon: “Juve, è stato bello ma ora voglio batterti. Che affetto dai tifosi del Toro!”

Giornata di presentazioni in casa Torino. A parlare è il General Rincon, che in campo ha già giocato, e bene, ma che ora si concede ai media per salutare tutti i suoi nuovi tifosi. “Questa è una nuova sfida – dice Rincon – e ho la sensazione di aver trovato l’ambiente giusto, sto sentendo quel fuoco necessario per questa avventura. A Benevento abbiamo portato tre punti a casa e siamo molto soddisfatti: dobbiamo ancora crescere, purtroppo gli infortuni possono penalizzarci. Peccato per Obi e Acquah, ma ci sono sia Baselli, sia Gustafson: siamo pronti per affrontare tutte le gare”.

Fuori dal campo, Rincon è rimasto colpito dall’affetto della piazza: “Mi ha colpito il calore dei tifosi del Toro, sin dai primi istanti, ho trovato una squadra molto seria e organizzata, con un presidente che ha fatto uno sforzo importante per fare una squadra competitiva. Siamo ambiziosi perché abbiamo una bella squadra, ma dobbiamo pensare domenica dopo domenica, per capire se saremo davvero da Europa”. E a proposito di partite importanti, fra due settimane ci sarà il derby, che Rincon ha già vissuto con la maglia della Juve: “Sono stati mesi intensi, fino ad arrivare dal passaggio alla Juve al Toro. Mi sono goduto quell’esperienza, ma ora sono qui e penso solo al Toro. Affronteremo il derby con furore: l’anno scorso abbiamo visto la squadra di Mihajlovic come tosta. E stavano pure per batterci allo Stadium. Ora, vogliamo riuscirci: speriamo sia arrivato il momento giusto”.

Derby vuol dire anche Higuain contro Belotti: “Gonzalo segna da anni, da sempre. Il Gallo potrà raggiungere quel livello, e noi dobbiamo godercelo e sperare che possa lottare per il titolo di capocannoniere. Ma nel Toro ci sono tanti grandi giocatori: Niang, per esempio, lo è. Deve entrare nei meccanismi, ha grande forza fisica e duttilità. In tanti eravamo insieme al Genoa, so cosa possono dare”.

Rincon dentro al campo è un mastino. Fuori, invece, un padre affettuoso e molto legato alla sua famiglia: “Sento sempre i miei parenti in Venezuela, è molto dura e so costa stanno passando. Il Venezuela merita di vivere in modo diverso. Trascorro le ore con la mia famiglia, poi mi piace vivere la città, conoscere posti nuovi. Oggi, per esempio, andrò a Superga, per respirare davvero la storia del Toro”. El General è già nel cuore dei tifosi, dentro e fuori dal campo.

A cura di Valentino Della Casa

Redazione

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